Farro

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Caratteristiche generali
Il farro è un cereale che appartiene alle graminacee. Dall'aspetto molto simile a quello del grano, alla maturazione forma una spiga: all'interno i cariossidi (i chicchi) contengono il seme della pianta.
A livello alimentare il farro è molto apprezzato per le sue proprietà nutrizionali: povero di grassi, non contiene colesterolo, ma è ricco di proteine, vitamine, minerali e fibre. Il farro contiene il glutine, per cui non è indicato per le persone che soffrono di celiachia.
Tipi/Varietà
Esistono tre varietà di farro:
• Triticum dicoccum: è il farro propriamente detto.
• Triticum spelta: chiamato anche farro maggiore o semplicemente spelta.
• Triticum monococcum: chiamato piccolo farro.

In commercio il farro si trova in diverse forme: decorticato e perlato.
Il farro è rivestito dal una glumetta, ovvero una pellicola esterna al chicco, perfettamente aderente: nel farro decorticato questa glumetta è intatta, mente in quello perlato viene eliminata. Per questo motivo il farro perlato si presenta di colore più chiaro, non necessita di un ammollo e cuoce in meno tempo.
A questi due tipi di farro si aggiungono anche il farro integrale, quello semiperlato, spezzato e intero.
Uso in cucina
Il farro in cucina trova largo utilizzo: tra le ricette più apprezzate troviamo zuppe e minestre, ma è anche usato in sostituzione del riso per preparare insalate fredde o supplì. La farina di farro è largamente utilizzata per preparare pane, pizze e focacce, ma anche polenta o dolci.
Tra le ricette tradizionali citiamo il farricello, una minestra tipica del Lazio.
In Germania, il farro è usato anche per la produzione della birra.
Come pulire
A seconda del tipo di farro si può prevedere o meno un ammollo, che è consigliato per quello decorticato, mentre è superfluo in quello perlato.
Metodo di conservazione
Il farro va conservato in un luogo fresco e asciutto, chiuso ermeticamente.
Curiosità
Il farro era molto noto già presso i Latini: lo stesso termine “farina” deriva dal latino far.
Con questo cereale si producevano pani e focacce, ma anche la puls, una sorta di polenta economica e nutriente, pertanto apprezzata dai ceti meno ricchi.

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