Mele cotogne

Mele cotogne
Senza Glutine
Senza Lattosio
Vegano
Vegetariano
Caratteristiche generali
La mela cotogna, Cydonia oblonga o Amygdalus persica, appartiene alla famiglia delle Rosaceae, più precisamente alla sottofamiglia delle Pomoidae.

È una specie di ibrido tra pere e mele ed è originaria della zona caucasica e dell'Asia Minore, tuttora diffusa nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo Occidentale e in Cina.
Stagione
Si tratta di un frutto autunnale.
Uso in cucina
Presenta un sapore acidulo e poco dolce, per questo motivo il frutto difficilmente viene consumato fresco, ma viene fatto cuocere affinché assuma un sapore più dolce e intenso e sprigioni un odore gradevole, molto simile al miele.

La polpa del frutto è ricchissima di pectine che rende particolarmente adatta come addensante, per la preparazione di marmellate, mostarde, liquori, distillati e gelatine. Molto nota la Cotognata, una particolare gelatina a base di mele cotogne, tipica del paese di Codogno in provincia di Lodi. Deliziosa la torta di mele cotogne.
Curiosità
In Italia la sua produzione ha subìto una drastica contrazione a partire dagli anni Sessanta del Novecento.

Le mele cotogne contengono 26 chilocalorie ogni 100 grammi di prodotto, fibre, fruttosio, sono fonte di vitamine A, C, B1 e B2 e di sali minerali, tra cui potassio, fosforo, zolfo, calcio e magnesio.

La mela cotogna è considerata un toccasana a tutti gli effetti per le sue proprietà toniche, astringenti e antinfiammatorie dell'apparato digerente, contendo l’acido organico malico, utile per favorire la digestione.
Protegge la mucosa dell'intestino grazie ai tannini in essa contenuta.
Presenta proprietà lassative, stimola la motilità intestinale grazie alla generosa presenza di fibre e pectine.

Nella cosmesi, la mela cotogna viene utilizzata per i semi che, grazie alle mucillagini, proteggono la cute e contrastano l'insorgere delle rughe.
La mela cotogna è inoltre un rimedio naturale contro tosse e mal di gola.

La mela cotogna ha un passaggio leggendario, secondo il quale rappresentava l'emblema di Venere, simbolo di buon auspicio e fecondità nei banchetti matrimoniali al tempo degli Dei.

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