Ravanelli

Ricette con Ravanelli
Senza Glutine
Senza Lattosio
Vegano
Vegetariano
Caratteristiche generali
I ravanelli sono ortaggi appartenenti alla famiglia delle Crocifere e di cui si consuma la radice.
I ravanelli assumono colore, forma e sapore diverso a seconda della varietà: possono essere rossi o bianchi, oblunghi o tondeggianti, dolci o piccanti.
A livello alimentare i ravanelli sono apprezzati per la polpa croccante e il sapore particolare.
Ricchi di sali minerali come potassio, sodio, calcio e fosforo, nonché acido folico e vitamina C, i ravanelli si consumano prevalentemente crudi.
Stagione
Da aprile a luglio.
Tipi/Varietà
I ravanelli possono essere bianchi o rossi: tra i ravanelli bianchi citiamo la Candela di ghiaccio, dalla forma oblunga. Tra i rossi, più comuni, troviamo la Candela di fuoco,dalla forma lunga, il Saxa e il Cherry Belle dalla forma tonda.
Il ravanello generalmente ha dimensioni ridotte; esistono però delle varietà giganti, come il Daikon giapponese, che arriva a pesare 4 kg.
Pare che nell'isola di Giava esista una varietà, chiamata “Serpente”, che arriva a misurare ben 50 metri!
Uso in cucina
Il ravanello si consuma comunemente crudo in pinzimonio o in insalate. In Oriente il ravanello è consumato anche cotto, in diverse ricette di minestre o per insaporire le frittate.
Una volta cotto, il ravanello muta il suo sapore, addolcendosi.
Anche le foglie del ravanello possono essere usate per minestre o contorni, cotte come fossero spinaci.
Come pulire
I ravanelli si consumano dopo aver eliminato le piccole radici e averli lavati abbondantemente sotto l'acqua corrente, spazzolandoli, se necessario, per eliminare eventuali residui di terra.
Guida all'acquisto
Scegliete i ravanelli dal colore vivo e la consistenza soda. I ravanelli più piccoli sono più gustosi.
Metodo di conservazione
I ravanelli sono ortaggi piuttosto resistenti e si possono conservare in frigorifero, nello scomparto della frutta e verdura, anche per una settimana.
Curiosità
Pare che il ravanello sia stato uno dei primi ortaggi a essere coltivato: infatti era diffuso già 4000 anni fa presso Egizi e Babilonesi.

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