Astice alla catalana

Ricetta Astice alla catalana
Difficoltà:
difficoltà 3
Dosi: per 3 persone
Tempo: 30 minuti
5.0 2
Introduzione
Il piatto è tipico, come si può evincere dal nome stesso, della Catalogna, una regione della Spagna. Questa pietanza ha una funzione polivalente, dal momento che può essere servito in tavola sia come gustoso antipasto, sia come prelibato secondo. Inoltre è un piatto ideale per la dieta: contiene appena 80 calorie per porzione e, come quasi tutti i piatti di pesce, è particolarmente leggero e digeribile.
Preparazione
La preparazione dell’astice alla catalana è abbastanza complessa e richiede, pertanto, un’attenzione particolare. Ma il tempo speso ne varrà di sicuro la pena.

- Primo passo: tagliate la cipolla rossa a rondelle sottili e immergetela in una tazza con acqua calda, con l’aggiunta di un cucchiaio di aceto. Lasciate il tutto per circa venti minuti.

- Secondo passo: per chi abbia comprato l’astice vivo, è necessario che presti attenzione al dimenarsi dell’animale. Legategli le chele, per evitare il rischio che vi possa pizzicare. Nel frattempo, mettete a bollire una pentola (abbastanza grande e che possa contenere il pesce); una volta raggiunta l’ebollizione immergete l’astice vivo e coprite la pentola con un coperchio. Fate attenzione, perché l’astice potrebbe schizzarvi. Dopo dieci minuti estraete l’animale dall’acqua.

- Terzo passo: l’estrazione della polpa. L’astice è interamente ripieno e quindi, con l’aiuto di un trinciapollo (in alternativa potete sempre usare uno schiaccianoci: il risultato non cambierà assolutamente) praticate due incisioni – una sull’addome, l’altra sulla schiena – e prelevate tutta la polpa presente (attenzione, bisogna prelevarla intera, quindi non sminuzzatela). Successivamente procedete all’estrazione anche nella testa e nelle chele, in modo tale da ottenere una discreta quantità di polpa.

- Quarto passo: mettete la polpa prelevata dalla testa dell’astice (che come vedrete è una poltiglia, a differenza delle altre parti del corpo) in una piccola terrina e mischiatela con olio, limone, sale e pepe macinato. Questo sughetto vi servirà per condire il piatto a fine della preparazione. Contemporaneamente, tagliate a rondelle (non troppo sottili) la polpa prelevata dal corpo e dalle chele.

- Quinto passo: affettate i pomodori, poi conditeli con olio e sale (per chi volesse anche un pizzico di pepe) e adagiatene un letto su di un piatto da portata. Sarà la base del vostro piatto. Successivamente disponete le rondelle di cipolla sulla circonferenza del piatto e posizionate al centro la polpa di astice tagliata a rondelle. Per concludere, versate il sugo ottenuto dalla polpa della testa e servite il piatto in tavola.
Accorgimenti
Per un sapore ottimale, è consigliabile l’utilizzo di un astice vivo. Nel caso in cui non si voglia maneggiare l’animale, si può optare per un astice congelato.
Idee e varianti
L’astice può essere sostituito da un altro crostaceo: l’aragosta. Il processo di preparazione del piatto è pressoché identico e non subisce grosse variazioni. Inoltre, sia nel caso dell’astice che dell’aragosta, il piatto può essere servito freddo oppure tiepido.
Commenti
2 commenti inseriti
Inviato da Gustissimo.it il 14/02/2014 alle 10:06
Caro Matteo, i nomi di molti piatti (sia italiani che stranieri) spesso provengono da un'usanza popolare che ha portato la popolazione, nel tempo, a conferire determinate denominazioni alle pietanze che, anche se non corrette, ormai fanno parte dell'usanza popolare.
Grazie per la tua segnalazione e continua a seguirci!
Inviato da Matteo il 12/02/2014 alle 12:28
Mi spiace ma la ricetta non è spagnola, è detto alla catalana perché viene dal ex enclave catalana in Sardegna(Alghero).Che non sia originaria della spagna si deduce dal fatto che la dominazione catalana è antecedente al 1492 anno di scoperta delle americhe coi i relativi frutti importati (pomodori)gli spagnoli (castigliani) subentrarono ai catalani nel 1479 ancor prima delle scoperte di Colombo. Se fosse stato di origine spagnola si sarebbe dovuto chiamato astice alla spagnola e non alla catalana.

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