Come pulire le seppie

Come pulire le seppie
Le seppie sono un ottimo alimento, cucinabili in una grande quantità di modi e acquistabili già pulite e pronte all’uso. Ma, se desiderate risparmiare qualcosa e procedere voi a lavoro di pulizia, allora è bene che seguiate i seguenti accorgimenti.

Come sempre, partiamo dall’acquisto, che deve essere rigorosamente votato alla seppia fresca: per riconoscerla, oltre al classico odore di mare, osservate l’inchiostro. Se troppo fluido significa che la seppia è fresca, se invece presenta dei granuli significa che è stata scongelata.

Dopo aver accuratamente proceduto all’acquisto, disponete il piano di lavoro servendovi di:
- Un paio di guanti in lattice per evitare di sporcare le mani con l’inchiostro e per tenere lontani i cattivi odori;
- Un coltello con lama liscia e molto affilata;
- Forbici per il pesce.

Come prima cosa lavate sotto abbondante acqua fresca le seppie, tenendole a testa in giù, poi procedete all’eliminazione dell’osso infilando due dita nel corpo della seppia. Cercate l’osso, individuatelo, quindi sfilatelo via.
Adesso, dopo la rimozione, la seppia sarà molto sottile; con le forbici deve essere tagliata via la testa e poi si sfilano le interiora. Non buttate via la testa, ma mettetela da parte.
Per staccare la pelle dalla carne della seppia potete utilizzare le dita, non ci dovrebbe essere troppa resistenza, e scoprirete la parte bianca. Sciacquatela con cura sotto acqua corrente e poggiatela su uno scolapasta per farla drenare.
Recuperate la testa che avevate messo da parte e asportate il becco, che riconoscete perché più duro della testa e situato al centro di essa; anche per questo bastano le dita ed una piccola pressione. Dopo aver compiuto questa operazione, tagliate gli occhi ai lati della testa (con le forbici questa volta), sciacquatela per rimuovere l’inchiostro nero e ponete il tutto nello scolapasta a far sgocciolare. Pochi minuti e le seppie saranno pronte all’uso.

Il consiglio
Quando si estrae l’osso, nella sacca del nero potrebbero essere depositate delle uova (periodo migliore maggio o giugno), che non vanno buttate, ma utilizzate per condire la pasta o il riso con il nero di seppia o ancora l’insalata di mare.

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