Metodi di cottura delle patate

Metodi di cottura delle patate
Le patate sono dei tuberi che vantano probabilmente uno dei maggiori utilizzi tra gli alimenti della cucina italiana e straniera, grazie alla loro duttilità, consistenza e adattabilità di accostamento a tantissimi piatti.

Le patate vengono utilizzate sia come portate principali che come contorni o ingredienti base per la realizzazione di una ricetta.
Sono famose in tutte le salse, dalla frittura alla cottura in forno, passando per condimento della pasta (la buonissima pasta e patate).

Le patate fritte sono diventate, causa fast food, l’emblema del colesterolo alto, del sovrappeso e in generale di tutti quei problemi di salute legati a un’alimentazione scorretta; ovviamente la colpa non è delle patate ma dall’uso che di esse si fa; comprare delle buone patate e friggerle in olio d’oliva non crea particolari danni (se non si abusa); piuttosto i problemi si presentano quando si usano le patate surgelate e quindi precotte.
Per ottenere il meglio dalla frittura delle patate, tagliatele a rondelle finissime e immergetele per un paio di minuti nell’olio bollente, vedrete che saranno come quelle comprate in busta, ma molto più genuine.

Anche le patate al forno sono un must per i contorni, soprattutto di carne, mentre quelle al cartoccio sono leggermente più complesse perché implicano la presenza di brace.

Le patate ripiene si cucinano come le verdure, con alcune varianti molto gustose, che comprendono la farcitura con salse di varia natura: di asparagi, di tartufo, di acciughe, di formaggio, di aglio, ecc... È una tradizione tipica della cultura anglosassone ma comunque molto apprezzata anche qui da noi.

Come non citare l’insalata di patate, un metodo per sfruttare al meglio la lessatura: condite con capperi, melanzane sott’olio, olio d’oliva, prezzemolo e aglio, e messe in frigorifero, sono un contorno, o antipasto, fresco e saziante.

Non dimentichiamoci il buonissimo purè, realizzato con patate lesse e schiacciate, latte, burro, pepe, mozzarella e pancetta. Va tutto in pentola, il problema consiste solo nell’essere costanti a girare in continuazione la purea per evitare che si attacchi. Fate attenzione a non tenere la fiamma troppo alta perché le patate raggiungono temperature molto elevate in cottura e un eventuale schizzo può causare delle ustioni lievi.

Se il purè avanza, non viene buttato, ma si usa per preparare un altro piatto, le sfiziose crocchette di patate. Lasciate il purè in frigo per alcune ore, aspettando che si raffreddi e acquisisca solidità, quindi lavoratelo per fargli assumere la classica forma cilindrica, sbattete un uovo e immergeteci il composto, che poi andrete a rotolare nel pangrattato. La crocchetta di patate è pronta per essere fritta in abbondante olio!

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