Scegliere o no prodotti senza olio di palma?

Scegliere o no prodotti senza olio di palma?
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Già ai tempi degli Egizi l’olio di palma era utilizzato dall’uomo come alimento. Ma fa davvero male? Quali sono i rischi? Capiamone di più insieme!
Perchè si usa
L’olio di palma è di origine vegetale, ma, in quanto ad acidi grassi, è più simile al burro: proprio per la presenza dei grassi saturi (palmitico, stearico e laurico). Ciò lo rende molto adatto alle preparazioni industriali, considerando inoltre che presenta un costo non elevato ed è insapore. Inoltre rende gli alimenti meno deperibili, garantisce una conservabilità maggiore dei prodotti, per la sua maggior resistenza alla temperatura e all’irrancidimento.
Fa davvero male?
Come per tutti i grassi saturi occorre limitarne il consumo. Diversi studi scientifici, tra cui anche uno studio dell’istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, hanno messo in discussione il ruolo negativo degli acidi grassi saturi sull’innalzamento del colesterolo sanguigno, che determina rischi per malattie cardiovascolari. L’olio di palma è poco raccomandabile alla stregua di ogni altro alimento che contiene grassi saturi. Può dunque essere introdotto senza eccessi nella nostra alimentazione.

Tutti i grassi saturi, sia quelli di origine vegetale che animale, hanno gli stessi effetti sul corpo e devono essere consumati con una soglia del 10% sulle calorie totali giornaliere.
Spesso si è sentito dire che l’olio di palma è cancerogeno, ma non esistono studi scientifici che comprovino la correlazione diretta tra olio di palma e la comparsa di tumori.
Gli effetti sull’ambiente
La situazione è più delicata se si fa riferimento all’ambiente. La coltivazione delle palme da olio, concentrate soprattutto nel Sud-Est asiatico ha comportato e comporta un massiccio abbattimento delle foreste tropicali per far spazio alle nuove piantagioni. Le conseguenze sono legate alla biodiversità (ossia al pericolo per la salvaguardia dell’habitat di numerose specie), ma si parla anche di ripercussioni sulla serra nell’atmosfera e di stravolgimento dell’assetto idrogeologico del territorio. Ed è quindi molto probabilmente la preoccupazione per l'impatto ambientale che ha contribuito a rafforzare le campagne contro la produzione dell'olio di palma.

Ma obiettivamente se dovessimo spremere lo stesso volume d’olio da altre piante la situazione sarebbe peggiore: occorrerebbe maggiore terreno, poiché la produttività delle palme da olio è molto elevata rispetto alle sue alternative. Ad esempio un ettaro di palme da olio consente di produrre quasi cinque volte l’olio che deriva da un ettaro di piante di arachidi, e addirittura sette da un ettaro di girasoli. Da considerare inoltre tutte le conseguenze che l’estensione delle colture causerebbe ai consumi di acqua, pesticidi e fertilizzanti.

In definitiva sulla questione se scegliere o meno i prodotti senza olio di palma, ciò che possiamo consigliare è di non abusarne con il consumo, facendo riferimento anche agli altri alimenti con presenza di grassi saturi che si ingeriscono.

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