La cucina italiana nel mondo

Cucina italiana nel mondo
Accademia Italiana Chef
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La cucina italiana è da sempre sinonimo di eccellenza e genuinità in tutto il mondo. Questo significa che è una delle più apprezzate, ma anche una delle più imitate, il che naturalmente non è sempre positivo.
I piatti della tradizione italiana sono letteralmente centinaia e ogni regione ha una vasta gamma di ricette che vengono tramandate di generazione in generazione; non a caso l’Italia, dal punto di vista delle tradizioni gastronomiche, è davvero unica al mondo. Di seguito, cercheremo allora di delineare un quadro generale della cucina italiana nel mondo.

La cucina italiana negli Stati Uniti

All’estero, specialmente negli Stati Uniti, paese caratterizzato da un'intensa emigrazione dall’Italia nel secolo scorso, esistono centinaia di ristoranti, pizzerie, pasticcerie e altri esercizi commerciali nel settore della ristorazione che si propongono al pubblico come italiani ma che di italiano, a ben guardare, hanno davvero ben poco. La lunga lista di piatti che vengono presentati come italiani, ma che nulla hanno a che fare con la nostra tradizione, va dalla “parmigiana al pollo” alla pizza hawaiana con l’ananas, per arrivare alla “classica” pasta con le polpette o alla pasta “Alfredo”.

Si tratta di pietanze note a tutti negli Stati Uniti ma che nessun ristoratore si sognerebbe mai di cucinare e di proporre in Italia. Anzi, si potrebbe dire che questo genere di ricette danneggi l’immagine della cucina italiana all’estero, in quanto finisce per cristallizzare nell’opinione pubblica mondiale alcuni luoghi comuni che, appunto, niente hanno a che vedere con la reale tradizione italiana.

Made in Italy: i dati Coldiretti

Secondo i dati diffusi dalla Coldiretti, la contraffazione del Made in Italy nel mondo ha un fatturato di oltre 60 miliardi di euro (il volume delle esportazioni italiane ha toccato nel 2013 i 34 miliardi), cifre che fanno girare la testa e che forse servono a dare l’idea del fenomeno di cui si sta parlando. Sempre secondo Coldiretti, un alimento italiano esportato all’estero su cinque è doc, ma ben due Made in Italy su tre in commercio sono falsi o contraffatti.
Secondo Coldiretti, inoltre, si potrebbero guadagnare qualcosa come 300.000 posti di lavoro in poco tempo, se solo si decidesse di vincere la lotta alla contraffazione alimentare e si cominciasse a tutelare seriamente i marchi italiani. Certo, è più che comprensibile che certi ristoratori preferiscano adeguare ricette tradizionali ai gusti dei paesi in cui si trovano a lavorare e vivere; meno comprensibile, invece, è l’atteggiamento un po' troppo permissivo delle autorità italiane che, in passato, hanno consentito di fare letteralmente scempio del Made in Italy.

La cucina italiana è universalmente riconosciuta come una delle migliori tre al mondo, eppure molti fra coloro che pensano di mangiare abitualmente italiano all’estero, in realtà stanno mangiando tutt’altro. Da qui, la necessità di tutelare e proteggere come meglio possibile le tradizioni italiane a tavola, cominciando con il valorizzare le ricette e con il diffondere l’importanza di utilizzare solo ingredienti genuini e di qualità. Uno dei punti di forza della cucina italiana da tutelare a tutti i costi è, infatti, proprio la sua semplicità, che permette di esaltare il sapore dei singoli ingredienti, l’esatto opposto di molte delle cucine straniere.

Quando all’estero ci si trova di fronte ad uno dei piatti succitati, ad esempio la pasta pollo con parmesan o la pizza pepperoni, bisogna sempre ricordare che non si stanno ordinando ricette italiane.

Accademia Italiana Chef: corsi di cucina per la difesa della tradizione

L’Accademia Italiana Chef è uno degli enti che forma chef e cerca di profondere energie e mezzi nella diffusione della tradizione italiana in cucina mediante corsi professionali e una scuola di cucina di qualità. Uno dei suoi obiettivi è infatti quello di formare dei professionisti che siano perfettamente in grado di cucinare il cibo italiano e che, soprattutto, siano in grado di valorizzare la cucina italiana intesa non solo come un insieme di ricette da rispettare, ma come un vero e proprio volano di crescita per l’economia nazionale.

Non solo: i corsi dell’Accademia Italiana Chef sono organizzati proprio per mantenere viva la cucina italiana e favorire lo spirito della famiglia, del convivio e dell’amicizia, tutti elementi che sono parte integrante della tradizione italiana.

Quella della lotta contro i “fake” del cibo Made in Italy è una storia in rapida e continua evoluzione. Ad esempio, l’Accademia Italiana Chef ha già cominciato a raccogliere le denunce in giro per il mondo dei propri food scout sulle contraffazioni alimentari dei marchi italiani e presto le invierà alla Camera di Commercio Nazionale con tanto di foto delle etichette, in modo che si possa fare pressioni direttamente sulle aziende coinvolte che si appropriano indebitamente del marchio “Italia”.

Giusto per fare un altro esempio delle proporzioni del fenomeno basti pensare che, nel primo quadrimestre del 2017, secondo i dati dell’Ispettorato centrale della tutela qualità e repressione frodi (Icqrf) del Ministero delle politiche agricole, sono stati sequestrati prodotti alimentari per un valore di 59,3 milioni di euro. Sempre nello stesso periodo del 2016, come ricordato dalla penna di Maurizio Tropeano su “La Stampa”, i prodotti sottratti all’agropirateria ammontavano a qualcosa come 3,29 milioni di euro. Qualcosa comunque è stato fatto: l’Italia è infatti l’unico paese al mondo che ha chiuso delle collaborazioni con grandi piattaforme di commercio elettronico come Ebay e Amazon per rimuovere, almeno negli shop virtuali, i falsi prodotti alimentari Made in Italy.
Purtroppo, però, quello della contraffazione dei prodotti alimentari Made in Italy e dei ristoranti sedicenti italiani all’estero che presentano piatti e pietanze che nulla hanno a che fare con la nostra tradizione è un problema che non si può sconfiggere solo con la repressione e le sanzioni legali.
Quello che ci vuole per combattere questo fenomeno alla radice è un’azione di tipo culturale ed è esattamente quello che fanno realtà come l’Accademia Italiana Chef, che cercano di educare alla preparazione di eccellenti pasti italiani promuovendo i principi della sana alimentazione e cercando di inculcare negli allievi dei corsi di cucina l’avversione nei confronti della cultura del cibo moderna, sempre più spesso legata alla velocità e alla quantità, più che alla qualità.

Gli chef professionisti che vengono formati da enti come l’Accademia Italiana Chef dovranno essere anche degli “ambasciatori” dell’italianità e proporsi come interpreti della tradizione italiana a tavola. E’ infatti molto importante che siano proprio gli addetti ai lavori a doversi rendere conto dell’importanza della loro professione, consapevoli che la tutela del Made in Italy a tavola possa anche essere un volano di crescita non indifferente per il Paese, in Italia come all’estero.

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