Formaggi magri

Formaggi magri

Le schede dei formaggi magri:

“Il formaggio è cibo sano se ne mangi poco e piano”. Così recita un antico proverbio che, di certo, nessuno potrebbe contraddire. Ma è davvero sufficiente limitarne la quantità e rallentarne l’assunzione?

Osannati dalle casalinghe, additati spesso dai medici, proibiti dai dietologi, i formaggi rientrano nella categoria di cibi tanto amati quanto temuti. Temuti per il loro considerevole apporto di grassi e calorie che possono far lievitare i valori di colesterolo nel sangue; amati… beh, non c’è neanche bisogno di spiegare il perché!
Tuttavia non siamo all’abiura, si può sempre optare per la moderazione e, se proprio non ne potete fare a meno, scegliete i formaggi magri!

I formaggi magri sono sempre più protagonisti nell’alimentazione quotidiana, perché sempre più numerosi sono coloro che preferiscono nutrirsi con gusto ma senza attentare alla salute.
Certo, dire che un formaggio sia magro, è un po’ una forzatura se si considera che questo prelibato alimento, da sempre, è ricavato dalla parte grassa del latte. Ogni formaggio è un concentrato di fosforo, calcio, proteine del latte, sali minerali, vitamina A e riboflavina (vitamina B2). A seconda del tipo di lavorazione, dei tempi di stagionatura e, ovviamente, della concentrazione di grassi, si possono distinguere diversi tipi di formaggi, più o meno alleati della salute.

Nello speciale in questione, parliamo di formaggi magri, ovvero, formaggi il cui contenuto in grassi approssimativamente non supera il 20% (tale classificazione si rifà alla legge 396 del 1939).
Ma partiamo subito con l’eccezione. In genere i formaggi più comunemente consigliati dai nutrizionisti sono i fiocchi di latte e la ricotta (le cui percentuali di grasso non superano il 15%); in effetti sono tra i più leggeri, ma semplicemente perché derivano dal siero del latte e non direttamente dalla concentrazione, per disidratazione, delle proteine e dei grassi.

Meno reperibile in commercio (a meno che non andiate in Trentino) ma molto più leggero è il quark, la cui composizione abbonda d’acqua e proteine, ma scarseggia di carboidrati (solo il 4,5%) e grassi (0,1 %): per intenderci, 50 grammi di quark contengono circa 45 Kcal!

Ottima anche la feta, con i suoi 21 grammi di grassi per 100 grammi di prodotto (per un totale di 250 kcal). Da non sottovalutare la caciotta fresca, il cui apporto calorico si aggira intorno alle 250 kcal per 100 grammi di prodotto e 23 grammi di grassi.
Se poi siete disposti a rinunciare al gusto cremoso e pastoso dei formaggi grassi, un’ottima alternativa è di certo il quartirolo: ricavato dal latte vaccino e altamente digeribile, apporta 290 kcal in 100 grammi di prodotto.

E veniamo alla tanto amata mozzarella, fin troppo spesso presente nel menù di chi sceglie un’alimentazione ipocalorica! Non lasciatevi ingannare, la mozzarella contiene pur sempre il 20% (e anche oltre per quella di bufala) di grassi, a meno che la vostra scelta non vada verso la versione light con 0 grassi e 141 kcal su 100 grammi di prodotto.

In linea di massima i formaggi magri sono quelli prodotti con latte parzialmente o del tutto scremato: saranno meno saporiti ma sicuramente più digeribili.
Usare moderazione e leggere attentamente le etichette potrà aiutarvi a effettuare la scelta giusta. Non dovete, infatti, rinunciare ai formaggi, importantissima fonte di calcio e fosforo, ma rinunciare agli eccessi! E soprattutto non ricorrete ai formaggi per accompagnare secondi o aprire i pasti. Formaggio e pane sono già un secondo gustoso e più che sufficiente. In quest’ottica ben venga il proverbio “pane e formaggio cibo da saggio”!

Le schede dei formaggi magri:

•Formaggi magri• •Feta• •Mozzarella• •Ricotta•

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