Alimenti di stagione: mangiare responsabilmente

Alimenti di stagione: mangiare responsabilmente
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La maggior parte delle persone sa che consumare alimenti di stagione (in particolare la frutta e la verdura, ma anche altri prodotti, come quelli ittici) è molto più salutare che consumare prodotti fuori stagione importati o di serra. Nonostante ciò, davanti a banchi del supermercato pieni zeppi di invitanti prodotti fuori stagione, non tutti sanno resistere! Tuttavia esistono molte ragioni valide per evitare questo consumo poco responsabile!
Mangiare alimenti di stagione fa bene alla salute
Se facendo la spesa utilizzaste come criterio solo la stagionalità degli alimenti, riempireste il carrello di prodotti sicuramente più gustosi e profumati rispetto a quelli importati o coltivati in serra. Ma c'è di più: i prodotti ortofrutticoli di stagione sono anche più ricchi di sostanze nutritive naturali (vitamine e sali minerali) perché le piante e le coltivazioni danno il meglio di sé quando vengono lasciate maturare secondo i loro ritmi naturali. Del resto, se un frutto non è presente in natura in una determinata stagione, significa che in quei mesi non può offrire, a causa del clima e di altri fattori, la sua ricchezza dal punto di vista nutrizionale, dunque non è saggio acquistarlo.

L'uomo cerca di andare “contro” la natura coltivando prodotti fuori stagione in serra, ma con scarsi risultati: tali alimenti sono infatti più poveri di sostanze nutritive per via delle tecniche di coltivazione forzata a cui sono sottoposti. Hanno meno vitamine (soprattutto β-carotene e vitamina C) di quelli che arrivano a maturazione in modo naturale: queste mancanze sono dovute al fatto che spesso i prodotti sono raccolti prima che siano completamente maturati (“stratagemma” utilizzato per allungare il periodo di conservazione) oppure perché non sono sufficientemente esposti al sole. Anche i prodotti fuori stagione importati o stoccati sono meno ricchi di vitamine e sali minerali, perché le vitamine sono piuttosto labili e, soprattutto a contatto con la luce, cala la loro concentrazione (in particolare quella della vitamina C). Questo discorso vale non solo per i prodotti ortofrutticoli, ma anche per i prodotti di stagione di origine animale. Ad esempio i pesci: quelli di allevamento sono meno ricchi di omega-3.

Per finire, se si considera l'azione benefica svolta dal consumo di prodotti ortofrutticoli di stagione sul nostro organismo, ci si accorge subito di come questa azione benefica sia assolutamente in linea con le necessità che la stagione stessa ci pone di fronte. Ad esempio, prodotti estivi come albicocche, lattuga, sedano, meloni gialli e pesche, sono ricchi di vitamina A, una vitamina che svolge un ruolo fondamentale nella produzione della melanina, quel pigmento che difende la pelle dai danni dei raggi solari.
Oppure, frutti tipicamente invernali come kiwi e arance sono ricchi di vitamina C, grande alleata nella lotta contro i virus influenzali, più presenti appunto proprio durante la stagione invernale. La natura stessa ci dà tutte le armi che ci servono per vivere bene e in salute in ogni stagione: perché non darle ascolto?
Diversificare l'alimentazione in base alle stagioni è quindi la scelta più saggia e salutare che si possa fare!
Consumare alimenti di stagione ha un minore impatto ambientale
Se tutte le considerazioni sopra esposte non vi bastassero, forse vi convinceranno definitivamente le considerazioni ecologiche. Acquistare e consumare prodotti di stagione ha infatti un impatto positivo anche sulla natura e sull'ambiente. Prima di tutto perché la produzione degli alimenti stagionali non ha bisogno di tanta energia (né di additivi, fertilizzanti o pesticidi) perché la maturazione dei prodotti avviene in modo molto naturale. Ciò significa che c'è un impatto minimo sull'ambiente. Ciò a differenza di quello che avviene quando si coltivano in serra prodotti non stagionali, con tutte le conseguenze che questo comporta in termini di utilizzo di energia, spreco di risorse e impatto negativo sull'ambiente per via dell'utilizzo di sostanze chimiche varie che servono per stimolare lo sviluppo della coltivazione.
Inoltre, i prodotti stagionali provocano anche meno inquinamento perché percorrono distanze molto minori rispetto a quelli di serra o, soprattutto, a quelli importati per giungere sui banchi di mercati e supermercati.

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