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Frittelle, castagnole, zeppole, crispelle, non c’è Regione dell’Italia meridionale che non le conosca. In Puglia si chiamano pittule (anche pettue o popizze) e sono deliziosi bocconcini di pasta salata, fritti in olio extravergine d’oliva. Oggi vanno molto di moda come antipasti, ma la tradizione pugliese le annovera tra le specialità di Natale, da preparare allegramente col coinvolgimento dei familiari e consumare, altrettanto allegramente, appena fritte, perché no, proprio davanti ai fornelli!
Un modo curioso per indicare questi bocconcini di frittata, prosciutto e provolone, cosparsi di una gustosa salsa casereccia. Uova a “bocconi del prete”, sarebbe questo il senso dell’espressione dialettale. Sarà perché in cucina i preti ogni tanto cedono alle tentazioni? Chissà, noi di Gustissimo vi diamo la ricetta, ma voi provate a svelare il mistero … divino!
Non fatevi suggestionare dalla lugubre denominazione, il grano dei morti è, infatti, una specialità legata alla ricorrenza del 4 novembre. Questo cereale da sempre simboleggia il continuo ciclo di vita e morte, così come il melograno porta con sé l’idea cosmica della rigenerazione. Non si potevano scegliere ingredienti migliori per omaggiare i defunti, specialmente in una terra come la Puglia che di grano e melograni è ricchissima. Si capisce allora il senso di un dolce così speciale, che unisce in pochi ingredienti, gusto e immaginario collettivo, come solo le grandi tradizioni popolari sanno fare!
La tradizione gastronomica umbra vuole la realizzazione di questa ricetta in occasione di due importanti vigilie, quella di Ognissanti e quella di Natale. Si mangia come fosse un classico piatto di pasta asciutta, ma all’olio e al formaggio si sostituiscono miele e nocciole. Ecco uno di quei piatti che per la sua originalità sfugge alle classiche categorie. Primo o dolce, che importa? Di certo resta sempre una pietanza degna di occasioni importanti!
Chi non ha mai assaggiato quei fragranti anellini di pasta e semi di finocchietto cotti al forno? Difficile non trovare i taralli scaldatelli nei supermercati, persino gli autogrill ne sono forniti. Sarà perché sono ottimi da sgranocchiare durante gli spuntini, o ideali per antipasto, magari mentre sorseggiate un buon vino. Alla Puglia va il merito di tanta bontà. Ma ora provate voi a prepararli, perché no, in tutte le loro sfiziose varianti!
Cercavate un modo diverso per esaltare delle fette di fontina DOP in tutta la loro prelibatezza? Allora siete nella regione giusta. Direttamente dal ricettario valdostano vi proponiamo i tradizionali involtini di melanzane ripieni di fontina e avvolti in fette di pancetta, per un antipasto raffinato o un contorno sfizioso!
A ogni località la sua fantasia per farcire gli involtini di melanzane. Nel Salento vanno preparati con mortadella, pecorino e pomodori. Il risultato è un antipasto davvero delizioso, in tutta la sua semplicità.
Ecco una ricetta semplicissima che potrete gustare come antipasto o contorno. Si tratta dei carciofi alla veneta, conditi con olio, prezzemolo e aglio. E non finisce qui: con qualche idea e poche varianti otterrete un piatto ancora più sfizioso. Vediamo come…
I lampascioni, o pampasciuni in dialetto, sono una specie vegetale tipica della Puglia e in particolare del Salento. Simili alle cipolle per forma e virtù, abbondano di proprietà curative (diuretiche, digestive, emollienti, antinfiammatorie…). Sarà per questo che il loro impiego nella cucina pugliese è davvero sconfinato. Oggi Gustissimo vi propone lampascioni e salsiccia, un perfetto connubio di sapori rustici.
Quella del maiale al latte è una ricetta molto amata nel Veneto, perché con pochi e semplici ingredienti si può ottenere un piatto davvero delicato e saporito, grazie alla cottura nel latte e ai profumi inebrianti delle erbette aromatiche. Provare per credere!