Perché il cioccolato diventa bianco se non si mangia subito?
Sarà capitato un po' a tutti di trovare su una tavoletta di cioccolato comprata tempo prima e ancora non consumata uno strano strato di patina biancastra, dall'aspetto non molto invitante: di cosa si tratta? Significa che il cioccolato è andato a male o si può ancora mangiare? E soprattutto, perché si forma?
Cerchiamo di fare chiarezza rispondendo a tutte queste domande!
Cerchiamo di fare chiarezza rispondendo a tutte queste domande!
Perché si forma quello strato bianco
La spiegazione è molto semplice: a conferire quel colore bianchiccio sono solo i grassi del cioccolato (soprattutto quelli liquidi) che, quando la temperatura si alza o si abbassa troppo, si separano affiorando in superficie, aprendosi un varco nella struttura porosa del cioccolato. A questo punto si cristallizzano prendendo una colorazione biancastra.
Si tratta quindi di un problema di grassi e temperatura: quando l'ambiente è molto freddo i grassi si solidificano, quando è molto caldo si sciolgono. Il risultato finale è comunque lo stesso: la componente grassa si separa dagli altri ingredienti affiorando in superficie.
Niente muffa, quindi, come pensano molte persone! La buona notizia per i golosi è che non c'è motivo di buttare via la tavoletta di cioccolato quando la si trova un po' bianca: quella patina non è affatto nociva e non indica che l'alimento sia andato a male. Ci si può quindi gustare in tutta tranquillità il proprio cioccolato! Certo, ad alcune persone può dare comunque fastidio perché l'aspetto non è proprio il massimo, ma i meno schizzinosi non hanno di che preoccuparsi.
Si tende a pensare che il cioccolato bianchiccio sia scaduto e quindi non commestibile anche perché in genere diventa così quando è conservato già da un po' di tempo. Il che è facilmente spiegabile: se passa un po' di tempo il cioccolato è più esposto agli sbalzi di temperatura e questo permette l'affioramento dei grassi. Non c'entra nulla quindi la scadenza!
Si tratta quindi di un problema di grassi e temperatura: quando l'ambiente è molto freddo i grassi si solidificano, quando è molto caldo si sciolgono. Il risultato finale è comunque lo stesso: la componente grassa si separa dagli altri ingredienti affiorando in superficie.
Niente muffa, quindi, come pensano molte persone! La buona notizia per i golosi è che non c'è motivo di buttare via la tavoletta di cioccolato quando la si trova un po' bianca: quella patina non è affatto nociva e non indica che l'alimento sia andato a male. Ci si può quindi gustare in tutta tranquillità il proprio cioccolato! Certo, ad alcune persone può dare comunque fastidio perché l'aspetto non è proprio il massimo, ma i meno schizzinosi non hanno di che preoccuparsi.
Si tende a pensare che il cioccolato bianchiccio sia scaduto e quindi non commestibile anche perché in genere diventa così quando è conservato già da un po' di tempo. Il che è facilmente spiegabile: se passa un po' di tempo il cioccolato è più esposto agli sbalzi di temperatura e questo permette l'affioramento dei grassi. Non c'entra nulla quindi la scadenza!
Come si è arrivati alla "scoperta"
A scoprire la ragione di questo strano “fenomeno” è stata la scienza: un team di ricercatori tedeschi e dell'azienda Nestlé si è addirittura avvalso dell'utilizzo della macchina a raggi X più grande del mondo, la PETRA III. Grazie ai raggi di questa potente macchina gli studiosi hanno potuto osservare come la componente grassa del cioccolato riesca a separarsi dagli altri ingredienti del cioccolato (zucchero, cacao, burro di cacao e latte in polvere) e a salire in superficie. Questo avviene quando il cioccolato non è conservato alla temperatura giusta, che è compresa fra i 14 e i 18°C.
Come evitare il problema
La questione sta molto a cuore alle aziende produttrici di cioccolato, perché per loro si traduce in perdite di guadagni: sono tante infatti le persone che avanzano lamentele per questo problema, pensando di aver acquistato un prodotto scaduto. Per questo motivo i ricercatori si stanno attivando per trovare una soluzione all'affioramento dei grassi. Finora si è capito che diminuendo i grassi liquidi e conservando il cioccolato ad una temperatura più o meno di 18 °C il problema si attenua sensibilmente.
Lo sostengono anche i maestri cioccolatieri svizzeri della Lindt: per evitare l'odiata patina bianca, la temperatura ideale di conservazione è compresa fra 14 e 18°C. Un altro sistema piuttosto valido consiste nel temperare il cioccolato con estrema precisione: in questo modo la cristallizzazione avverrà correttamente e la separazione del grasso dalle altre componenti sarà più difficoltosa.
Per finire, una soluzione che di certo piacerà molto a tutti i golosi e amanti del cioccolato: consumandolo in breve tempo senza tenerlo in dispensa a lungo si avrà la certezza di evitare l'affioramento dei grassi. Tutto sommato non sembra una soluzione così difficile da mettere in pratica!
Lo sostengono anche i maestri cioccolatieri svizzeri della Lindt: per evitare l'odiata patina bianca, la temperatura ideale di conservazione è compresa fra 14 e 18°C. Un altro sistema piuttosto valido consiste nel temperare il cioccolato con estrema precisione: in questo modo la cristallizzazione avverrà correttamente e la separazione del grasso dalle altre componenti sarà più difficoltosa.
Per finire, una soluzione che di certo piacerà molto a tutti i golosi e amanti del cioccolato: consumandolo in breve tempo senza tenerlo in dispensa a lungo si avrà la certezza di evitare l'affioramento dei grassi. Tutto sommato non sembra una soluzione così difficile da mettere in pratica!
|
Tag
|
Commenti
|
Mi piace
|
Tag:
Non ci sono tag assegnati a questo contenuto.
Grazie, riceverai una mail con le istruzioni per attivare il commento!
Se non ricevi il messaggio controlla anche tra la tua posta indesiderata,
il messaggio potrebbe essere erroneamente considerato come spam.



Riceverai una mail con le istruzioni per la pubblicazione del tuo commento.
I commenti sono moderati.