L’impastatrice
Introduzione
Tra gli elettrodomestici che si stanno rivalutando di più in questi ultimi anni, uno è di sicuro l’impastatrice. Ottima alleata per la preparazione di pizza e pane, ha raggiunto livelli di automazione tali da diventare pressoché indispensabile con i ritmi di vita attuali.
Cos’è e a cosa serve
L’impastatrice è un elettrodomestico che impasta la massa per pizza, pane e affini e ci toglie gran parte del faticoso e temporalmente dispendioso lavoro. Per farla funzionare basta inserire gli ingredienti nelle giuste proporzioni e lei si occuperà di tutto.
Vediamo come funziona. Generalmente le impastatrici sono accessoriate di frusta a filo (per miscelare composti piuttosto liquidi e leggeri, tipo le uova, per tempi prolungati), gancio impastatore (per la lavorazione di masse pesanti e solide per tempi brevi, come la pizza o il pane) e frusta K (una via di mezzo tra le due precedenti).
La capienza di una impastatrice dipende dalle dimensioni della ciotola (in alluminio o in metallo), che può contenere dai 500 grammi ai 2Kg di farina.
Vediamo come funziona. Generalmente le impastatrici sono accessoriate di frusta a filo (per miscelare composti piuttosto liquidi e leggeri, tipo le uova, per tempi prolungati), gancio impastatore (per la lavorazione di masse pesanti e solide per tempi brevi, come la pizza o il pane) e frusta K (una via di mezzo tra le due precedenti).
La capienza di una impastatrice dipende dalle dimensioni della ciotola (in alluminio o in metallo), che può contenere dai 500 grammi ai 2Kg di farina.
I tipi
Esistono diverse varianti di impastatrici, che differiscono nelle dimensioni, nel numero di fruste e sono caratterizzate da qualità differenti a seconda delle marche.
Ad esempio alcune impastatrici sono dotate di fruste K ricoperte di silicone per la lavorazione della pastafrolla.
Una tipologia particolare di impastatrice è la spirale, differente da quella per uso domestico ed infatti adoperata nei panifici o nelle pasticcerie per la produzione artigianale o industriale.
La scelta dell’impastatrice da comprare non deve essere legata al prezzo o alla marca, perché non sono sempre sinonimo di qualità. In generale è opportuno chiedere ad amici e parenti che già ne possiedono una e ascoltare i loro pareri. Il passaparola e la prova sul campo sono spesso i migliori criteri di scelta.
Ad esempio alcune impastatrici sono dotate di fruste K ricoperte di silicone per la lavorazione della pastafrolla.
Una tipologia particolare di impastatrice è la spirale, differente da quella per uso domestico ed infatti adoperata nei panifici o nelle pasticcerie per la produzione artigianale o industriale.
La scelta dell’impastatrice da comprare non deve essere legata al prezzo o alla marca, perché non sono sempre sinonimo di qualità. In generale è opportuno chiedere ad amici e parenti che già ne possiedono una e ascoltare i loro pareri. Il passaparola e la prova sul campo sono spesso i migliori criteri di scelta.
Il consiglio
Il consiglio migliore che si può dare a chi si appresta a comprare un’impastatrice è quello di fare prima delle valutazioni, relative al numero dei componenti della famiglia e alla frequenza con cui si prevede di usarla. Una famiglia numerosa dovrà optare per forza per un’impastatrice che lavori almeno 1,5 Kg o 2 Kg di farina, mentre una coppia si può anche accontentare del mezzo chilo. Certo, bisogna sempre lasciare dei margini, considerando che ogni tanto si avranno degli ospiti a cena.
È anche importante tenere in considerazione la potenza dell’impastatrice perché, sebbene pochi watt corrispondano a un risparmio energetico allettante ed eticamente sostenibile, riducono anche il funzionamento dell’impastatrice, che a sarebbe costretta a lavorare sotto carico pena la fusione del motore.
Per quanto riguarda i materiali, invece, la plastica è più semplice da pulire, ma meno resistente del metallo, per cui è conveniente perdere più tempo con il lavaggio ma avere a disposizione un’impastatrice più longeva.
È anche importante tenere in considerazione la potenza dell’impastatrice perché, sebbene pochi watt corrispondano a un risparmio energetico allettante ed eticamente sostenibile, riducono anche il funzionamento dell’impastatrice, che a sarebbe costretta a lavorare sotto carico pena la fusione del motore.
Per quanto riguarda i materiali, invece, la plastica è più semplice da pulire, ma meno resistente del metallo, per cui è conveniente perdere più tempo con il lavaggio ma avere a disposizione un’impastatrice più longeva.
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Inviato da
Sara
il 01/11/2012
alle 00:24

Tra le impastatrici per uso domestico preferisco il Kenwood. Per saperne di più consiglio la lettura di questo articolo: http://www.impastatrice.org/impastatrice
Sara
Sara



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