Piselli lacrima da 480€ al chilo: il legume basco conquista l’alta cucina
Che la cucina vegetale abbia preso piede negli ultimi anni è risaputo. Quello che sorprende è la creatività degli chef che, scovando ingredienti poco conosciuti, creano piatti che diventano famosi in tutto il mondo!
L’ultima novità? I piselli lacrima!
“Cos’hanno di straordinario?”, direte. All’apparenza nulla, ma è il loro gusto ad aver conquistato i palati di chi ha avuto la fortuna di assaggiarli!
Un legume caro ai gastronomi… ma anche a chi lo compra: basti pensare che il prezzo al chilo è di 480€!
Scopriamo tutto sul “caviale vegetale”!
L’ultima novità? I piselli lacrima!
“Cos’hanno di straordinario?”, direte. All’apparenza nulla, ma è il loro gusto ad aver conquistato i palati di chi ha avuto la fortuna di assaggiarli!
Un legume caro ai gastronomi… ma anche a chi lo compra: basti pensare che il prezzo al chilo è di 480€!
Scopriamo tutto sul “caviale vegetale”!
La coltivazione dei piselli lacrima
La primavera basca è un momento imperdibile per gli autoctoni, soprattutto per chi di mestiere fa l’agricoltore. Il motivo? È la stagione della raccolta dei piselli lacrima, una varietà eccezionalmente pregiata, che fa gola tanto ai ristoranti di lusso, quanto agli amanti della cucina vegetale!
L’”oro verde” viene venduto a 480€ al chilo: un costo spropositato agli occhi di molti, non di certo per gli addetti ai lavori, che sanno quanta fatica, tempo e sudore ci vogliono per ottenere i preziosi baccelli.
Nella valle di Artzentales, i piselli lacrima vengono seminati a novembre e raccolti ad aprile, rigorosamente all’alba, poiché l’umidità conferisce loro una fragranza maggiore. Così, spiegano gli intenditori, i legumi mantengono una consistenza ottimale, che consente di assaporare appieno il loro gusto, un connubio di dolcezza e salinità unico.
Il costo è dunque giustificato dal minuzioso iter produttivo, senza contare che i piselli crescono soltanto in una zona circostanziata dei paesi Baschi.
Il loro valore gastronomico è riconosciuto in tutto il mondo, ecco perché i principali acquirenti sono i ristoratori.
L’”oro verde” viene venduto a 480€ al chilo: un costo spropositato agli occhi di molti, non di certo per gli addetti ai lavori, che sanno quanta fatica, tempo e sudore ci vogliono per ottenere i preziosi baccelli.
Nella valle di Artzentales, i piselli lacrima vengono seminati a novembre e raccolti ad aprile, rigorosamente all’alba, poiché l’umidità conferisce loro una fragranza maggiore. Così, spiegano gli intenditori, i legumi mantengono una consistenza ottimale, che consente di assaporare appieno il loro gusto, un connubio di dolcezza e salinità unico.
Il costo è dunque giustificato dal minuzioso iter produttivo, senza contare che i piselli crescono soltanto in una zona circostanziata dei paesi Baschi.
Il loro valore gastronomico è riconosciuto in tutto il mondo, ecco perché i principali acquirenti sono i ristoratori.
Una prelibatezza da cucina stellata
Il caviale vegetale ha spopolato sulle tavole più raffinate, tanto che cuochi del calibro di Txema Llamosas, Álvaro Garrido e Dabiz Muñoz lo hanno reso il protagonista dei propri capolavori di gusto.
In quale forma si può trovare?
Alcuni suggeriscono di abbinare i piselli lacrima con un brodo di sedano, mele e tè bianco, ma sono ottimi anche in padella, con un semplice soffritto di aglio, olio e peperoncino.
La chef Maria Lasquibar suggerisce di scottarli appena 10 secondi, per mantenere il colore verde brillante, e servirli insieme al tuorlo d’uovo e ad un buon brodo. Un fuori menù richiestissimo, disponibile in edizione limitata, durante la stagione della raccolta.
C’è anche chi dei piselli lacrima ha fatto un culto: Beñat Ormaetxea, prestigioso chef, per preservare la naturale bontà dell’ingrediente ama offrirlo ai suoi clienti crudo e regalare loro un’emozione culinaria mai provata. Sarà forse per questo che si chiamano piselli… lacrima?
In quale forma si può trovare?
Alcuni suggeriscono di abbinare i piselli lacrima con un brodo di sedano, mele e tè bianco, ma sono ottimi anche in padella, con un semplice soffritto di aglio, olio e peperoncino.
La chef Maria Lasquibar suggerisce di scottarli appena 10 secondi, per mantenere il colore verde brillante, e servirli insieme al tuorlo d’uovo e ad un buon brodo. Un fuori menù richiestissimo, disponibile in edizione limitata, durante la stagione della raccolta.
C’è anche chi dei piselli lacrima ha fatto un culto: Beñat Ormaetxea, prestigioso chef, per preservare la naturale bontà dell’ingrediente ama offrirlo ai suoi clienti crudo e regalare loro un’emozione culinaria mai provata. Sarà forse per questo che si chiamano piselli… lacrima?
|
Tag
|
Commenti
|
Mi piace
|
Tag:
Non ci sono tag assegnati a questo contenuto.
Grazie, riceverai una mail con le istruzioni per attivare il commento!
Se non ricevi il messaggio controlla anche tra la tua posta indesiderata,
il messaggio potrebbe essere erroneamente considerato come spam.



Riceverai una mail con le istruzioni per la pubblicazione del tuo commento.
I commenti sono moderati.