Tempo
Tipo di Cottura
Portata
Feste e Avvenimenti
Tipo di Ricetta
Mese
Regione
Per deliziare il palato durante le fredde serate invernali, non c’è nulla di meglio di una buona e fumante minestra di farro.
Deliziose patate, molto saporite e ideali da abbinare alle succulente preparazioni di carne della cucina ungherese.
Le zuppe e i brodi sono piatti molto apprezzati in Ungheria e ve n’è un’ampia varietà. Ecco una gustosa e appetitosa zuppa di funghi dal sapore intenso.
Il gallo pinto è il piatto nazionale del Nicaragua, un piatto molto semplice che di solito viene accompagnato da uova strapazzate e platani fritti.
I sapori aspri sono particolarmente amati dai thailandesi, è per questo motivo che questa zuppa, con il suo sapore quasi pungente, è molto apprezzata in tutto il paese.
I temaki sono i tradizionali coni di riso avvolti nell’alga e ripieni con pesce e verdure. Semplici da fare e dal sapore tipicamente nipponico, i temaki sono un piatto delicato e raffinato, perfetto per un’elegante cena all’orientale.
La vichyssoise, pietanza tipicamente francese, è una crema a base di patate e porri. Solitamente viene servita fredda e questo la rende un ottimo piatto estivo.
Un secondo di carne dalla preparazione molto semplice e dall’ottimo risultato, un piatto veramente invitante.
La carne morbida, delicata e saporita dei lavarelli ha ispirato, nella creatività culinaria lombarda, una ricetta davvero unica. Come esaltare il sapore di un pesce d’acqua dolce così genuino e pregiato? Facendolo semplicemente cuocere nel suo stesso brodo, con erbe aromatiche e vino bianco!
Un classico della cucina lombarda, fatto di ingredienti semplici e genuini. Riso e latte, o come direbbero in dialetto “ris e lacc”, è un accostamento morbido e delicato che oltre a soddisfare il palato, potrà facilmente assecondare la vostra voglia di personalizzazione.
Una zuppa tipica nel nord Italia, semplice sana e gustosa qui proposta nella sua versione tradizionale adatta ad ogni occasione.
A La Spezia, se vi parlano di mesciua, si riferiscono alla classica “mescolata” di legumi e cereali, un piatto tipico della cucina povera. Proprio perché si preparava in base agli ingredienti a disposizione, non esistevano combinazioni e dosi fisse. A tal proposito vi diamo solo qualche indicazione invitandovi a provare la versione più tradizionale, con cannellini, ceci e farro.
Questa arcinota crema da dessert è una specialità nata a Reggio Emilia, probabilmente per influsso della cucina d’oltralpe: uova, rum, marsala e zucchero per dare la carica giusta. Non a caso, pare che fu un condottiero, Emiliano Giovanni Baglioni (XVI secolo) a escogitare per i suoi soldati affamati un pasto fatto di pochi ingredienti, ma particolarmente nutriente. Si spiegherebbe così anche la sua denominazione: il nome del condottiero, passando dal dialetto emiliano, si è italianizzato in “zabaione”. Inoltre, nella tradizione gastronomica romagnola, non è strano accostare lo zabaione allo zampone in occasione del 31 dicembre, come buon auspicio per il nuovo anno.
La denominazione di questo piatto sembra non lasciare dubbi sulla provenienza geografica! L’intuizione è corretta, ma solo per metà. In effetti “umbricelli”, nonostante la somiglianza al nome della regione, nel dialetto perugino sta per “lombrichi”. Ed è così che si presentano questi particolari spaghetti umbri dalla forma lunga e arrotondata, ideali per salse raffinate. Una di queste è proprio la “salsa Trasimeno”, detta così più per traslazione semantica che per collocazione geografica: il nome del lago indica in realtà il pregiato pesce che lo popola, il persico, protagonista di questa squisita salsa a base di passata di pomodoro, spezie e vino bianco.
