Difficoltà
Tipo di Ricetta
Portata
Tempo
Tipo di Cottura
Feste e Avvenimenti
Tipo di Cocktail
Mese
Regione
Provenienza
La ricetta per la preparazione di stuzzicanti mini sformati al formaggio, un antipasto che risulterà sicuramente graditissimo ai vostri ospiti.
Il gallo pinto è il piatto nazionale del Nicaragua, un piatto molto semplice che di solito viene accompagnato da uova strapazzate e platani fritti.
Un piatto versatile, che può fungere da dessert o accompagnare alcune pietanze, come il pollo.
Leggero e naturale dessert a base di frutta. Una fresca soluzione per chi vuole lanciarsi in una preparazione insolita e creativa ma non troppo laboriosa.
Fresca insalata ideale in estate. Il suo gusto insolito stupirà il vostro palato con sapori forti e decisi, sicuramente da provare!
Ecco un dessert decisamente originale ma semplice da preparare. Ha inoltre la peculiarità di essere servito caldo. Sicuramente indicato se volete stupire i vostri ospiti.
Questa preparazione è una ricetta gustosa per un piatto unico insolito a base di zucchine e funghi, accompagnati dal classico e immancabile riso thailandese. Se preferite, potete anche preparare le zucchine senza riso, come contorno di un secondo a base di carne o pesce.
Mandorle e sapore d’arancio per questi delicati dolcetti della tradizione marocchina, abbastanza semplici da realizzare.
In passato bastava veramente poco per essere felici a tavola. In mancanza di altri ingredienti, le donne siciliane si improvvisavano chef geniali con quel poco di cui disponevano. Così nascevano piatti squisiti e sfiziosi. Gli spaghetti “c’a muddica” (briciole di pane) ne sono una prova. Un primo gustoso e semplice da preparare, che ancora oggi rimane un’ingegnosa soluzione quando, per esempio, arrivano ospiti inaspettati e volete che rimangano a cena. Beh, in tal caso, alla solita frase “facciamo due spaghetti”, aggiungete pure “c’a muddica”!
Deliziosi, da assaporare lentamente in bocca, fino a completo scioglimento. I croccantini al Pistacchio di Bronte sono tanto buoni quanto semplici da preparare. Un’altra chicca della tradizione pasticcera siciliana capace di stupire anche senza complicate elaborazioni!
Solo a guardarla, è impossibile frenare l’acquolina in bocca. Non c’è pasticceria in Sicilia che non la esponga in vetrina con arte. La frutta Martorana è un dolce realizzato con la pasta di mandorle, o “pasta reale”, deliziosa invenzione araba, degna, per la sua dolcezza e raffinatezza, dei più nobili palati. Venne preparata per la prima volta a Palermo, nel monastero benedettino fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana, della quale, sia l’edificio che il dolce, conservano ancora il nome. Le monache realizzavano questi dolcetti nel giorno della commemorazione dei defunti. Erano talmente orgogliose della bellezza e abbondanza dei frutti del loro giardino, da farne artistiche riproduzioni con la pasta reale. Ecco come nasce la frutta Martorana, deliziosa a guardarsi, sublime in bocca. Mettete quindi alla prova la vostra creatività: Gustissimo vi dà la ricetta, voi, aggiungete l’arte!
Chiamatelo “giuggiulena” o “cubbaita” se intendete il torrone al sesamo, perché così è noto in Sicilia. Nella parte orientale giuggiulena sta per sesamo, mentre, in quella occidentale, cubbaita vuol dire mandorlato. E proprio la seconda parola ci rivela l’influsso arabo di questo dolcetto a base di semi di sesamo e mandorle amalgamati con miele e zucchero, in arabo appunto “qubbiat”. Citato anche da grandi scrittori quali Sciascia e Camilleri, il torrone al sesamo è un altro “pezzo forte”, ed è proprio il caso di dirlo, della tradizione natalizia. Va addentato con forza, è vero, ma poi gustato lentamente, lasciando che si sciolga in bocca.
Afa estiva, gocce di sudore, caldo soffocante… Come rinfrescarsi? Ve lo suggeriamo noi di Gustissimo: a cucchiaini di gelo di limone.
Il macco o “maccu” è uno stracotto di fave secche schiacciate (appunto ammaccate) che, insieme alla pasta spezzata, formano una purea densa e gustosa. Rappresenta un piatto antico della cucina siciliana, tradizionalmente definito “cibo dei poveri”, ma ricchissimo dal punto di vista nutrizionale per l’apporto di proteine vegetali e carboidrati, essenziali per l’alimentazione dei contadini. La tradizione lega questo piatto alla festività di San Giuseppe.
