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Se non sapete dire di no al cioccolato, questo è il dolce che fa per voi. Golose palline che si sciolgono in bocca... semplicemente il paradiso.
Il kulfi è il tipico gelato della cucina indiana, preparato con latte fresco e dal particolare gusto speziato. Questa variante al cardamomo vi consentirà di mantenere tutto il sapore dell’India in poche semplici mosse.
Deliziosi, da assaporare lentamente in bocca, fino a completo scioglimento. I croccantini al Pistacchio di Bronte sono tanto buoni quanto semplici da preparare. Un’altra chicca della tradizione pasticcera siciliana capace di stupire anche senza complicate elaborazioni!
Chiamatelo “giuggiulena” o “cubbaita” se intendete il torrone al sesamo, perché così è noto in Sicilia. Nella parte orientale giuggiulena sta per sesamo, mentre, in quella occidentale, cubbaita vuol dire mandorlato. E proprio la seconda parola ci rivela l’influsso arabo di questo dolcetto a base di semi di sesamo e mandorle amalgamati con miele e zucchero, in arabo appunto “qubbiat”. Citato anche da grandi scrittori quali Sciascia e Camilleri, il torrone al sesamo è un altro “pezzo forte”, ed è proprio il caso di dirlo, della tradizione natalizia. Va addentato con forza, è vero, ma poi gustato lentamente, lasciando che si sciolga in bocca.
Prodotta in grande abbondanza in Sicilia, la zucca rappresenta uno di quegli alimenti il cui impiego non ha limiti. Dalle zuppe ai primi, dai contorni ai dolci, il suo sapore riesce a dare sempre un tocco speciale. Quando in un tegame la zucca incontra cannella e zucchero, nasce la zuccata candita, “cucuzzata ‘ncilippata” in dialetto. Può essere gustata da sola o utilizzata per la decorazione di altri dolci: una cassata siciliana doc, per esempio, non potrebbe farne a meno!
Afa estiva, gocce di sudore, caldo soffocante… Come rinfrescarsi? Ve lo suggeriamo noi di Gustissimo: a cucchiaini di gelo di limone.
Il Guacamole è una salsa di origine azteca che accompagna buona parte dei piatti messicani. Il nome deriva dal nahuatl, la lingua parlata in epoca precolombiana (ed anche adesso) dalle popolazioni indigene che abitavano la valle del Messico, e significa salsa (molli) di avocado (ahuacatl).
L’harissa è una salsa tipica della cucina nordafricana e in particolare di quella tunisina. Nei diversi paesi gli ingredienti secondari possono variare, ma i componenti fondamentali rimangono sempre peperoncino, aglio e olio. Harissa in arabo significa “pestato”, proprio perché gli ingredienti usati per realizzarla venivano pestati delle donne nei mortai. In molto paesi nordafricani si fa ancora così, ma nelle città e in Occidente adesso si è sostituito il frullatore al tradizionale mortaio.
Se si fa una vacanza in Grecia, è impossibile non assaggiare questa salsa, perché lo tzatziki è la salsa per eccellenza. Il sapore della Grecia da gustare con carne, pesce, insalate o anche come aperitivo.
In America non può esistere un americano che non mangia carne alla griglia. E non può nemmeno esistere carne alla griglia senza la salsa al Jack Daniel’s.
La vichyssoise, pietanza tipicamente francese, è una crema a base di patate e porri. Solitamente viene servita fredda e questo la rende un ottimo piatto estivo.
Uno stuzzichino fresco ed estivo che offre vari sapori in un solo piatto e che vi conquisterà con la sua avvolgente cremosità. E dato che anche l'occhio vuole la sua parte, farete sicuramente una bella figura perché le palline di formaggio al miele sono colorate e davvero belle da vedersi.
Un secondo leggero e delizioso per assaporare i fantastici sapori contadini delle Langhe: i formaggi di collina, il miele incontaminato e la cugnà, antica e sfiziosa crema da accompagnamento piemontese.
È il piatto tipico della pausa pranzo estiva; semplicissimo da realizzare, si presta a infinite varianti.
