La farina di timilia e le sue proprietà benefiche
La farina di timilia, detta anche farina di tumminia, è un grano antico siciliano, deriva dal grano duro tipico del trapanese, presenta un alto valore proteico e un basso indice di glutine.
Si semina a marzo e raccoglie a giugno, il grano viene lavorato con macine a pietra, ne deriva una farina integrale molto preziosa grazie agli elementi del germe di grano e della crusca.
Presenta un alto contenuto di lignina, una sostanza di origine naturale che contribuisce a mantenere il cuore sano e a incrementare le difese immunitarie.
Si semina a marzo e raccoglie a giugno, il grano viene lavorato con macine a pietra, ne deriva una farina integrale molto preziosa grazie agli elementi del germe di grano e della crusca.
Presenta un alto contenuto di lignina, una sostanza di origine naturale che contribuisce a mantenere il cuore sano e a incrementare le difese immunitarie.
La farina di timilia è ottima sia per fare pasta che pane, i prodotti alimentari che derivano dall'’impiego di questa farina sono integrali o scuri proprio per il caratteristico colore scuro dell'’impasto e della mollica. Il Pane Nero di Castelvetrano, presidio Slow Food è il pane tipico prodotto con questa particolare farina. È molto profumato e, grazie all’'impiego di lievito naturale, ha una lunga durata. La pasta prodotta con la farina di tumminia ha un sapore intenso e deciso che si sposa bene con i sughi ricchi di storia e di cultura della cucina siciliana.
Le proprietà benefiche
La farina di tumminia vanta dei valori nutrizionali notevoli. Grazie alla lavorazione tradizionale, diversa rispetto alle tecniche più complesse e ricche di sostanze chimiche impiegate per le farine odierne, presenta notevoli benefici. Responsabile delle notevoli proprietà benefiche è, come accennato, la lignina che aiuta il sistema cardiovascolare, è in grado di rafforzare il sistema immunitario e aiuta anche nella prevenzione dei tumori.
Inoltre contrasta l’insorgere di allergie, essendo poco lavorata e non modificata farina di tumminia contrasta l’insorgere di intolleranze alimentari a carico del sistema digerente come la celiachia. Lenisce infine disturbi gastrointestinali, attenuando i sintomi legati ai disturbi digestivi e intestinali.
Inoltre contrasta l’insorgere di allergie, essendo poco lavorata e non modificata farina di tumminia contrasta l’insorgere di intolleranze alimentari a carico del sistema digerente come la celiachia. Lenisce infine disturbi gastrointestinali, attenuando i sintomi legati ai disturbi digestivi e intestinali.
Le origini
Il nome trimeniaios contraddistingueva, già al tempo dei greci, il grano timilia. È chiamato anche grano marzuolo per il periodo di semina che si verifica a marzo nelle zone collinari (può essere anticipato a gennaio nelle zone marittime).
Durante i primi anni del Novecento, prese piede nelle regioni del sud Italia come la Sicilia, ma anche del sud Europa (Francia, Spagna e Portogallo) e nei paesi del Nord Africa che si affacciano sul Mediterraneo in quanto è un grano molto resistente alla siccità, adatto alle coltivazioni in paesi caldi e secchi.
Non richiede grandi tecniche di coltivazione e cure particolari, per cui è adatta anche alle coltivazioni biologiche. Il grano timilia negli ultimi anni ha riconquistato un posto di riguardo nella produzione di grano in Sicilia grazie alla tenacia di produttori e dei coltivatori locali.
Durante i primi anni del Novecento, prese piede nelle regioni del sud Italia come la Sicilia, ma anche del sud Europa (Francia, Spagna e Portogallo) e nei paesi del Nord Africa che si affacciano sul Mediterraneo in quanto è un grano molto resistente alla siccità, adatto alle coltivazioni in paesi caldi e secchi.
Non richiede grandi tecniche di coltivazione e cure particolari, per cui è adatta anche alle coltivazioni biologiche. Il grano timilia negli ultimi anni ha riconquistato un posto di riguardo nella produzione di grano in Sicilia grazie alla tenacia di produttori e dei coltivatori locali.
La produzione
La farina di timilia è prodotta, nella zona del trapanese, seguendo antiche tradizioni tramite antiche macine a pietra, non venendo molto burattata.
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