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La carne morbida, delicata e saporita dei lavarelli ha ispirato, nella creatività culinaria lombarda, una ricetta davvero unica. Come esaltare il sapore di un pesce d’acqua dolce così genuino e pregiato? Facendolo semplicemente cuocere nel suo stesso brodo, con erbe aromatiche e vino bianco!
Un classico della cucina lombarda, fatto di ingredienti semplici e genuini. Riso e latte, o come direbbero in dialetto “ris e lacc”, è un accostamento morbido e delicato che oltre a soddisfare il palato, potrà facilmente assecondare la vostra voglia di personalizzazione.
Una zuppa tipica nel nord Italia, semplice sana e gustosa qui proposta nella sua versione tradizionale adatta ad ogni occasione.
A Trieste le lasagne piacciono semplici, senza troppi condimenti, ma cosparse di una salsina particolare a base di burro, zucchero e semi di papavero. Un modo davvero insolito e originale di gustare le lasagne: servite come primo o come dessert, sorprenderete in ogni caso i vostri invitati!
Direttamente dalle campagne di Pordenone, la minestra paparòt è un concentrato di bontà e semplicità oltre che genuinità: spinaci, farina di mais, burro, sale e pepe per ottenere un piatto unico molto gradevole. Se poi volete aggiungere un tocco più sfizioso, procuratevi un po’ di salsiccia e vedrete (anzi gusterete) che bontà!
A La Spezia, se vi parlano di mesciua, si riferiscono alla classica “mescolata” di legumi e cereali, un piatto tipico della cucina povera. Proprio perché si preparava in base agli ingredienti a disposizione, non esistevano combinazioni e dosi fisse. A tal proposito vi diamo solo qualche indicazione invitandovi a provare la versione più tradizionale, con cannellini, ceci e farro.
Questa arcinota crema da dessert è una specialità nata a Reggio Emilia, probabilmente per influsso della cucina d’oltralpe: uova, rum, marsala e zucchero per dare la carica giusta. Non a caso, pare che fu un condottiero, Emiliano Giovanni Baglioni (XVI secolo) a escogitare per i suoi soldati affamati un pasto fatto di pochi ingredienti, ma particolarmente nutriente. Si spiegherebbe così anche la sua denominazione: il nome del condottiero, passando dal dialetto emiliano, si è italianizzato in “zabaione”. Inoltre, nella tradizione gastronomica romagnola, non è strano accostare lo zabaione allo zampone in occasione del 31 dicembre, come buon auspicio per il nuovo anno.
La denominazione di questo piatto sembra non lasciare dubbi sulla provenienza geografica! L’intuizione è corretta, ma solo per metà. In effetti “umbricelli”, nonostante la somiglianza al nome della regione, nel dialetto perugino sta per “lombrichi”. Ed è così che si presentano questi particolari spaghetti umbri dalla forma lunga e arrotondata, ideali per salse raffinate. Una di queste è proprio la “salsa Trasimeno”, detta così più per traslazione semantica che per collocazione geografica: il nome del lago indica in realtà il pregiato pesce che lo popola, il persico, protagonista di questa squisita salsa a base di passata di pomodoro, spezie e vino bianco.
Ecco un classico dei secondi campani. I polpetielli alla luciana sono davvero semplici da preparare, bastano pochi ingredienti per il condimento, perché il sapore del mollusco, già da solo, conquisterà il vostro palato. Una curiosità: luciana non è il nome di una persona, ma sta a indicare il modo in cui la ricetta veniva preparata dai luciani, abitanti di Santa Lucia, il più antico borgo marinaresco di Napoli.
Un classico della tavola veneta, il risi e bisi è una squisitezza a base di riso e piselli cotti in brodo e mantecati con burro, pancetta e parmigiano e, fiore all’occhiello, purea di baccelli! Un piatto raffinato, completo e delizioso, che già ai tempi del doge era degno del menù del 25 aprile, giorno in cui Venezia celebra il suo patrono San Marco.
Regina delle zuppe valdostane, la zuppa di castagne è una prelibatezza da non perdere assolutamente! Più che zuppa è una vera e propria minestra, a base di riso e castagne cotti in un saporito brodo al latte.
Una minestra di origine romana e dagli ingredienti poveri, servita un tempo come antipasto per le cerimonie. Un ottimo e originale primo caldo e proteico per combattere il freddo.
Un piatto della tradizione contadina che grazie alle svariate proprietà benefiche della zucca è un primo particolarmente sano e genuino. Buono e nutriente, è un piatto ideale sia in autunno sia in inverno.
Un primo piatto a base di patate sfizioso e nutriente. Lo gnocco rollè è adatto soprattutto per la stagione autunnale e invernale e può essere servito anche come piatto unico.
