Portata
Tipo di Ricetta
Regione
Difficoltà
Tipo di Cottura
Il biancomangiare si prepara scaldando il latte con la scorza di limone, poi si aggiunge zucchero e amido di mais, si fa addensare e poi rassodare in frigo.
La crema di mandorle si prepara con mandorle tritate, zucchero, amido di mais, panna e latte. Una volta addensata, va fatta raffreddare 3 ore in frigo.
Un dolcetto tutto siciliano, che solo a nominarlo fa saltare l’acquolina in bocca: la cotognata è una delizia a base di polpa di mele cotogne, zucchero e aromi.
Di origine siciliana, le brioche col tuppo vengono tradizionalmente gustate insieme alla granita. Vediamo come prepararle senza glutine!
Specialità siciliana, i pasticcini di pasta di mandorle sono deliziosi e facili da preparare, anche se la pasta deve riposare diverse ore per asciugarsi.
Se state cercando una soluzione veloce per preparare un dessert rinfrescante, provate il sorbetto al limone realizzato con il Bimby!
Per la serie “nulla va sprecato”, Gustissimo vi presenta una trovata squisita firmata pasticceria siciliana: le scorzette d’arancia candite.
Le crispelle di riso sono dei dolcetti tipici siciliani, in particolare della provincia di Catania, dove queste piccole prelibatezze hanno visto la luce.
Per finire in leggerezza e dolcezza un pasto, dalla Sicilia arriva una proposta fresca e gustosa. Di facile preparazione, il gelo va raffreddato in frigo.
Preparate questa fresca e delicata granita siciliana in casa, seguendo passo passo la nostra ricetta, e gustatela durante i caldi pomeriggi estivi.
A guardarle sembrano piccole olive, ma non lasciatevi ingannare, si tratta di dolcetti a base di mandorle, zucchero, liquore e… un po’ di verde. Omaggio alla Santa Patrona di Catania, le olivette di Sant’Agata si preparano, per tradizione, tra gennaio e febbraio.
Rosso come il sole cocente della Sicilia, ma fresco e delizioso, nonostante il suo retrogusto amaro, come il cuore dei siciliani.
Deliziosi, da assaporare lentamente in bocca, fino a completo scioglimento. I croccantini al Pistacchio di Bronte sono tanto buoni quanto semplici da preparare. Un’altra chicca della tradizione pasticcera siciliana capace di stupire anche senza complicate elaborazioni!
Chiamatelo “giuggiulena” o “cubbaita” se intendete il torrone al sesamo, perché così è noto in Sicilia. Nella parte orientale giuggiulena sta per sesamo, mentre, in quella occidentale, cubbaita vuol dire mandorlato. E proprio la seconda parola ci rivela l’influsso arabo di questo dolcetto a base di semi di sesamo e mandorle amalgamati con miele e zucchero, in arabo appunto “qubbiat”. Citato anche da grandi scrittori quali Sciascia e Camilleri, il torrone al sesamo è un altro “pezzo forte”, ed è proprio il caso di dirlo, della tradizione natalizia. Va addentato con forza, è vero, ma poi gustato lentamente, lasciando che si sciolga in bocca.
