Tipo di Ricetta
Portata
Difficoltà
Tipo di Cottura
Feste e Avvenimenti
Tipo di Cocktail
Mese
Regione
Piante erbacee della famiglia delle Liliaceae. Alti fino a 80 cm, dei porri si consuma il bulbo dalla forma cilindrica lievemente rigonfia.
Varietà di pomodori, caratterizzati dalla piccola dimensione.
Ortaggio tipicamente invernale, il radicchio è molto apprezzato in cucina per il suo sapore amaro e la consistenza croccante.
La rapa è una pianta erbacea della stessa famiglia del cavolo.
Le melanzane sono ortaggi appartenenti alla famiglia delle Solanacee. Originaria delle regioni calde di Cina e India, nei secoli è diventata una pianta tipicamente mediterranea.
I peperoni sono il frutto dell'omonimo ortaggio, della famiglia delle Solanacee.
Le lenticchie sono dei legumi che appartengono alla famiglia delle Papilionacee. Originarie della Siria, sono diffuse e amate nel Mediterraneo e in Oriente.
I funghi sono organismi viventi che si originano da spore. Ne esistono in natura di commestibili e di patogeni.
L'indivia è una pianta tipica delle regioni mediterranee che appartiene alla famiglia delle Composite.
I friarelli sono le infiorescenze della cima di rapa, appena sviluppate. Tipici della cucina romana (dove sono chiamati anche broccoletti) e napoletana, sono diffusi, con altri nomi, anche nella cucina galiziana e portoghese.
I friggitelli sono piccoli peperoni verdi tipici della cucina napoletana. Conosciuti in Campania col nome di friarelli, non vanno però confusi con le cime di rapa, che portano un nome simile. Si tratta di peperoni nani, dolci, dalla forma allungata, non piccanti, che si friggono in olio d'oliva.
Varietà di cipolla di piccole dimensioni. Appartenenti alla famiglia delle Aliacee, questi piccoli bulbi sono caratterizzati da un sapore dolce e delicato.
Le fave sono dei legumi appartenenti alla famiglia delle Papilionacee. Rispetto ad altri legumi, le fave possono essere consumate anche crude, in particolare quelle più giovani e piccole.
Ortaggi appartenenti alla famiglia delle Ombrellifere, di cui si mangia il bulbo carnoso, chiamato “grumulo”.
