Cibi a rischio intossicazione

Cibi a rischio intossicazione
Se non adeguatamente conservati, trattati e/o cotti, alcuni cibi possono causare intossicazioni più o meno gravi a seconda di variabili come lo stato di salute generale della persona, l'età e l'intensità di virulenza dell'agente patogeno. Un'intossicazione alimentare, in ogni caso, non è mai un'esperienza piacevole! Ecco perché è importante conoscere i cibi a rischio intossicazione.
L'elenco dei principali alimenti a rischio vi riserverà della sorprese: ce ne sono alcuni davvero "insospettabili"...Vediamo quali sono!

Carne al sangue
Sulla superficie della carne possono essere presenti batteri che vengono uccisi solo con una buona cottura (almeno una cottura media): per questo mangiare una bistecca al sangue può esporre al rischio di contrarre un'intossicazione alimentare, ad esempio da salmonella o da E. Coli.
Questo discorso vale anche e soprattutto per i prodotti di carne macinata, come gli hamburger: essendo la carne tritata, gli agenti patogeni presenti in superficie possono "infilarsi" anche al suo interno. Quando ci si prepara un hamburger meglio quindi cuocerlo qualche minuto in più!

Pesce crudo
Che il pesce crudo rientri fra i cibi a rischio intossicazione è cosa ormai nota, grazie anche all'abitudine sempre più diffusa di consumare il sushi.
Se non trattato a dovere, il pesce crudo può essere veicolo di varie intossicazioni: non solo l'Anisakis, ma anche altre intossicazioni meno conosciute, come il Diphyllobotrium latum.
L'unico modo per evitare di intossicarsi è assicurarsi di consumare pesce sottoposto ad un corretto abbattimento termico (il freddo uccide le larve). Meglio quindi mangiare il sushi solo in veri ristoranti giapponesi, dove è più probabile che venga seguita con scrupolo la normativa alimentare.
Fra i pesci (crostacei e molluschi compresi) sono particolarmente a rischio le ostriche, che spesso vengono consumate crude.
Sembra infatti che negli ultimi anni siano diventate più pericolose, complice probabilmente il riscaldamento maggiore delle acque che favorisce il proliferare di batteri.
Se siete amanti delle ostriche optate per la cottura: saranno lo stesso buone! Le avete mai provate gratinate o fritte?

Uova crude o poco cotte
Fra i cibi a rischio intossicazione ci sono anche le uova crude: consumare quest'alimento crudo permette di assumere un maggior numero di nutrienti che un po' vengono persi con la cottura, ma vale la pena rischiare?
Il rischio di contrarre la salmonella in effetti c'è, anche se la situazione oggi è migliorata perché ci sono più controlli rispetto a qualche decennio fa. Tuttavia, soprattutto se non si sa bene da dove provengono le uova e quindi se sono state controllate a dovere, è sicuramente meglio cuocerle prima di consumarle!

Germogli di soia e radici crude
Sono considerati un alimento sano e ricco di nutrienti e vengono consumati soprattutto dai sostenitori della dieta macrobiotica.
Inaspettatamente però, anche i germogli di soia nascondono delle insidie: il loro consumo può causare intossicazioni alimentari, se il germoglio è contaminato.
Questo vale non solo per i germogli di soia, ma anche per radici e germogli crudi di qualsiasi tipo di ortaggio.

Frutta e verdura già pronte
Chi direbbe mai che anche le insalate in busta - così comode perché già lavate, tagliate e pronte da consumare – rientrino fra i cibi a rischio intossicazione?
Eppure è così: il problema in questo caso è che gli agenti patogeni possono essere trasmessi durante le varie fasi che si susseguono per confezionare il prodotto: lavaggio, taglio e imbustamento. Di conseguenza il rischio intossicazione riguarda anche la frutta già lavata e tagliata (ormai nei supermercati è molto facile reperire anche quella).
Nemmeno i succhi di frutta già pronti non pastorizzati sono sicuri.
Per evitare rischi, quindi, è molto meglio scegliere solo prodotti freschi e non considerare la comodità di avere un prodotto già pronto per il consumo.

Latte non pastorizzato
Il latte crudo o non pastorizzato non ha subito nessun tipo di trattamento: chi lo sceglie lo fa in genere perché crede che sia più ricco di nutrienti e quindi più salutare rispetto al latte pastorizzato, ma in realtà consumandolo si espone al rischio di entrare in contatto con virus o batteri. La mancanza di pastorizzazione, infatti, rende questo latte molto più "contaminabile" da agenti patogeni che possono causare un'intossicazione alimentare.
Per ovvie ragioni, sono quindi da considerare cibi a rischio intossicazione anche i formaggi preparati con latte non sottoposto a pastorizzazione.

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