Perché il caciocavallo si chiama così?

Prodotto tipico del Sud Italia, il caciocavallo è un formaggio a pasta filata molto conosciuto, in Italia come all'estero, sia per il suo gusto corposo (dolce o piccante a seconda del caglio utilizzato) che per la caratteristica forma ovale-tondeggiante che ricorda quella di un sacchetto o di una fiaschetta.
Un'altra peculiarità di questo formaggio è sicuramente il suo nome, decisamente singolare. Vi siete mai chiesti perché il caciocavallo si chiama così? Vediamo quali sono le ipotesi più plausibili sull'origine del suo nome!
La prima spiegazione
Secondo alcuni il caciocavallo avrebbe questo nome in quanto era usanza, nel Regno di Napoli, area in cui si diffuse questo formaggio, imprimere un marchio a fuoco raffigurante un cavalluccio. Sempre nello stesso periodo e nella medesima zona, si lavoravano questi formaggio "a cavalluccio".
La seconda spiegazione
Un'altra ipotesi riguardo all'origine del nome caciocavallo fa riferimento alla consuetudine di legare a due a due le forme di formaggio e di disporle a stagionare appese ad un bastone orizzontale: proprio “a cavallo” dell'asta, insomma. Da qui il nome.
Quale delle due è la spiegazione giusta?
Purtroppo non è possibile stabilire con sicurezza quale sia fra le due ipotesi quella corretta: anche perché entrambe risultano piuttosto convincenti e credibili. Spesso, quando si tratta di alimenti con un'antica tradizione alle spalle, non si riesce a capire chiaramente come e quando siano nati o perché si chiamino in un certo modo: e questo è proprio il caso del formaggio di cui stiamo parlando. È impossibile quindi sapere con certezza assoluta perché il caciocavallo si chiama così!
Qualche curiosità sul caciocavallo
Anche grazie alla sua forma originale, il caciocavallo è uno dei formaggi più rappresentativi del Mezzogiorno: ormai fa parte della cultura gastronomica e popolare del Meridione. Tanto per fare un esempio, a Napoli nel linguaggio comune viene ancora molto usata l'espressione “fare la fine del caciocavallo”, che significa morire impiccato.

Nel Sud Italia il caciocavallo viene prodotto in modo un po' diverso a seconda delle regioni. Una delle varietà più curiose è la versione “bebè”: prodotto nella costiera amalfitana, si tratta di un caciocavallo dalla forma allungata con due testine opposte (una più grande e una più piccola), anziché una sola.
Tra le tante varietà, ne spicca sicuramente una per qualità e antichità di produzione: è il Caciocavallo Silano DOP. Questo caciocavallo ha una storia antichissima, in quanto viene citato già dal 500 a.C. e da vari autori latini. Dal 1993 è tutelato dal Consorzio di tutela e viene prodotto in varie province della Campania, della Calabria, del Molise, della Basilicata e della Puglia: in pratica è tipico di tutte quelle zone che un tempo rientravano nel Regno delle Due Sicilie.
Perché si tratti di Caciocavallo Silano DOP, occorre che vengano rispettate alcune regole di produzione: ad esempio, bisogna usare solo latte vaccino intero di bovini allevati nelle stesse zone in cui il formaggio è prodotto.

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