Italiani a tavola: secondo Seal insight abitudini sempre migliori

Il salone francese Sial, tramite uno studio internazionale chiamato Sial Insights, analizza e identifica quelle che sono le abitudini a tavola dei principali mercati occidentali e come stanno cambiando nel tempo. Buone notizie per l’Italia: l’attenzione al biologico e alla dieta sana sono in aumento rispetto al passato.
Cosa mettono gli italiani nel carrello da qualche anno a questa parte? Fortunatamente la risposta a questa domanda è molto positiva. Se dovessimo descrivere la nuova tendenza del nostro popolo tramite un solo dato, basterebbe dirvi che negli ultimi due anni ben 62 italiani su 100 hanno deciso di cambiare in meglio le loro abitudini di consumo.

Questo dato è particolarmente confortante soprattutto considerando come, rispetto ad altri paesi, la cultura della cucina in Italia è già ampiamente diffusa e improntata ad un modello salutare. Ma vediamo ora qualche dato nel dettaglio.
Italiani e cibo: un rapporto in continuo cambiamento
I dati ricavati dallo studio Sial Insights sono da considerare come una sorta di “istantanea” dell’ultimo biennio, da inserire all’interno di un processo più grande e duraturo. Complice anche la situazione attuale, la scelta di acquistare più cibo di origine locale/regionale (dichiarata dal 65% degli italiani) è in linea con un trend di sempre maggiore attenzione alla sostenibilità del cibo, sia a livello di composizione degli alimenti che di filiera.

Proprio la composizione degli alimenti è un altro dei punti di maggior attenzione da parte dei cittadini, con un aumento del tempo dedicato all’analisi della lista degli ingredienti e della scelta di pack più leggeri e facilmente riciclabili. Si potrebbe dire che, in linea di massima, alla base di questi comportamenti ci sia una volontà morale di cambiamento, accompagnata ad una maggiore consapevolezza sull’importanza di una buona dieta e su un consumo attento delle risorse a disposizione.
I marchi più attenti sono anche i più premiati
L’attenzione alla sostenibilità viene riconosciuta anche ai produttori più scrupolosi, che andando oltre i requisiti minimi di legge si impegnano attivamente sui fronti della tracciabilità e della sicurezza alimentare. I consumatori ritengono positive queste iniziative, in linea con quanto scritto sopra.

Cosa manca dunque? Tra i più grandi ambiti di dibattito, ancora oggi, c’è quello sulla riduzione dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua. Tra chi ritiene questo tema assolutamente prioritario (91%) e chi pensa che quanto fatto fino ad ora sia insufficiente (39%), sembra proprio che la direzione da prendere sia chiara a tutti gli attori coinvolti.

E voi come vi rapportate con il cibo e la sostenibilità a tavola?

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