Cento anni di Negroni: la storia del cocktail 100% italiano

Bicchiere basso, tipo old fashioned, ghiaccio, liquore ambrato e una fetta d’arancia… L’avete riconosciuto? Se anche voi siete tra quelli che amano sorseggiare un buon cocktail con gli amici durante il week-end, sapete certamente di cosa, o meglio di chi, stiamo parlando: il Negroni, il più nobile dei cocktail, 100% italiano!

Il 2019 è un anno importante per il Negroni, perché questa miscela dissetante compie 100 anni dalla sua nascita. Nel suo primo secolo di vita, la sua fama ha raggiunto ogni angolo di mondo: il Negroni è infatti sul podio dei cocktail da aperitivo più venduti al mondo e, in Italia, risulta essere il preferito da bere.
Per festeggiarlo anche noi, vi raccontiamo un po' la sua storia.
100 anni di Negroni: la storia
Il Negroni nasce a Firenze e di questo i fiorentini ne sono più che orgogliosi. Luogo di questa storia è il Caffè Casoni, a due passi dal Palazzo Strozzi e ormai chiuso.
Proprio qui, su richiesta del Conte Camillo Negroni, venne realizzata la miscela che tutti conosciamo. Il conte, assiduo frequentatore di locali e stufo di bere il solito cocktail americano, chiese un giorno qualcosa che avesse un gusto più robusto e che contenesse il gin, bevanda che lui amava particolarmente.

La nuova combinazione di sapori che risultò da questa miscela piacque così tanto agli altri clienti del locale che presto il cocktail alla Negroni si diffuse rapidamente guadagnandosi tutta la fama che ora possiede.

L’anno, secondo la leggenda, era il 1919 ma c’è chi discorda su questa data. Secondo Luca Picchi, autore di una monografia sul Negroni, il cocktail esisteva già in precedenza e la miscela era diversa da quella che conosciamo oggi.
Il Negroni e le sue varianti
Certo, nel corso degli anni il Negroni ha anche dato vita a diverse varianti come il Negroni Sbagliato, con spumante brut o prosecco al posto del gin, nato a Milano negli anni '60, forse per un errore del barman. E che dire del Negroski, dove il gin viene sostituito con la vodka? Ma non è finita qui!

Negli anni '50 a Roma nasce il Cardinale, con il Vermouth dry al posto del rosso. Alcuni, poi, preferiscono sostituire al gin il rum bianco per dargli un tocco più esotico.

Perfino in Giappone ne esiste una versione che utilizza il sakè: il Japanese Negroni! Ancora, c'è chi sostituisce invece il Campari con l'Aperol per dare vita, indovinate un po', all'Aperol Negroni!

Insomma, poco importa quando sia nato e chi lo imita, il Negroni vero è solo uno: un terzo di Campari, un terzo di Vermouth rosso e un terzo di Gin!

E allora facciamo tanti auguri al Negroni e se anche voi volete festeggiare insieme a noi, ecco qui la ricetta per realizzarlo a casa!

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