La differenza tra cornetto, brioche e croissant

Svegliarsi con l’odore di caffè accompagnato dalla fragranza di una calda brioche è una delle cose più belle del mondo!

Fare una colazione italiana significa, infatti, alzarsi la mattina e sentire il rumore del cornetto che si tuffa nella schiuma calda del cappuccino o lo scricchiolio del croissant che si spezza sotto i nostri denti e che ci lascia un aroma speciale in bocca, che a volte sa di burro e altre di arancia.

In poche parole, un sogno ad occhi aperti! Anzi, forse, sarebbe meglio dire a pancia piena!

E dato che senza buchi nello stomaco vi vogliamo lasciare, un segreto vi dobbiamo svelare: brioche, cornetto e croissant non sono sinonimi come credete.

Strano, ma vero!
Vediamo perché!
Brioche, cornetto e croissant: dove sta la differenza
È vero, abitualmente siamo portati a parlare di brioche, cornetto o croissant indistintamente, come sinonimi.

Andiamo al bar e chiediamo un caffè e una brioche alla marmellata oppure, seduti al tavolo, ordiniamo un cornetto al cioccolato e un latte caldo o ancora un croissant vuoto con un cappuccino. Tutte comande che per noi hanno di diverso solo il gusto del lievitato e la bevanda da accompagnare, ma che in realtà si differenziano anche per la tipologia di prodotto da forno richiesto.

In poche e semplici parole: cornetto, brioche e croissant non sono la stessa cosa!

Le differenze tra questi sono molte e vanno rintracciate nelle loro origini, negli ingredienti necessari alla loro preparazione e nella forma.

Non è uno scherzo e ve lo dimostriamo!
Brioche, cornetto e croissant: origini, ricetta e forma
La brioche è un tipico dolce lievitato che viene cotto in forno e che può essere gustato con o senza farciture. La sua origine risale al XVI secolo, quando in Normandia è stato rivisitato il famoso “pate a brioche” di origine medievale e il cui nome sembra derivare dal verbo “brier”, con il quale si fa riferimento all’attività dell’impastare per mezzo di un rullo di legno.

Si tratta di un dolce preparato con burro (o strutto), farina, zucchero, uova, lievito e acqua, dalla forma tondeggiante, basta pensare alla tipica brioche siciliana, resa riconoscibile dal suo “tuppo”, piccola pallina di pasta posta sulla superficie.

Non vi è mai capitato di andare in un bar in Sicilia e chiedere per colazione una brioche e di vedervi presentare questo morbido panino dolce da riempire con creme, con gelato o da accompagnare ad una granita rinfrescante? Se non vi è mai capitato, provate per credere!

Il croissant è un soffice dolce a forma di mezza luna le cui origini sono associate alla Battaglia di Vienna contro l’Impero Ottomano, il quale aveva deciso di far crollare la città austriaca scavandola dalle fondamenta. Essendo i panettieri svegli durante quelle ore, furono loro a dare l’allarme e gli viene poi chiesto di creare un dolce che ricordasse la vittoria di Vienna sui Turchi. Ecco che nacque il Kipfer, dolce adottato anche in Francia, che si diffuse nel mondo con il nome di Croissant.

La peculiarità di questo dolce, oltre che la forma, sono gli ingredienti e il metodo di preparazione. A differenza della brioche, infatti, il croissant ha bisogno di pochi ingredienti come farina e acqua e anche di una quantità inferiore di zuccheri e di lievito. Solo a volte per spennellare la superficie può essere utilizzato il tuorlo d’uovo.

In ultimo, il cornetto è un dolce tipicamente italiano che prende spunto dal croissant sopra citato, che inizia a diffondersi in Italia nel 1968. Grazie agli scambi commerciali di quel periodo la Repubblica di Venezia decise di reinterpretare il dolce tipico viennese, il croissant appunto, in una chiave italiana.
Vennero aggiunti agli ingredienti del Kipfel il latte, il burro, il sale, le uova (anche nell’impasto) e, infine, molto più zucchero e lievito. Da qui, la nascita del cornetto, un dolce morbido e fragrante!

Quindi, mentre la brioche è molto soffice e ha sapore di burro, il croissant ha una consistenza sfogliata e leggera rispetto al cornetto che, invece, si caratterizza per il suo sapore dolce.

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