Pesticidi nella frutta

Nelle cucine degli italiani, soprattutto dopo il periodo natalizio dove le tavole imbandite hanno fatto da cornice alle festività, si ritorna alle buone abitudini per quanto riguarda la dieta, per eliminare quei chiletti in eccesso e la ritenzione idrica che abbiamo accumulato a forza di prosecco e panettoni.

In Italia le buone abitudini alimentari si rifanno alla dieta mediterranea in cui la frutta ne è pilastro portante. Conosciuti in tutto il mondo per i nostri prodotti, dalle arance di Sicilia alle ciliegie di Vignola, la frutta è una fonte molto importante per le vitamine, ricca di antiossidanti, ipocalorica e povera di grassi.

Per questo motivo è credenza comune che mangiare tanta frutta può solo far bene e sicuramente è un alimento che non deve assolutamente mancare durante la giornata, ma recentemente uno studio di Legambiente ha individuato un picco di pesticidi, oltre il 70% del campione, nella frutta servita in tavola dagli italiani. Scopriamo il rapporto insieme in questo articolo.
Cosa sono i pesticidi e perché vengono utilizzati
I pesticidi, chiamati anche fitofarmaci o antiparassitari, sono delle sostanze chimiche prodotte industrialmente che vengono utilizzate in agricoltura per eliminare tutto quello che può far male e nuocere alle coltivazioni, per esempio parassiti vegetali o insetti. I pesticidi quindi servono a proteggere e aiutare la frutta a sopravvivere durante la crescita.
Il Rapporto Stop Pesticidi di Legambiente
Il rapporto Stop Pesticidi compilato da Legambiente in collaborazione con Alce Nero e presentato nel dicembre del 2020, ha analizzato dei campioni di frutta acquistati dagli italiani. Da questa ricerca è emerso che oltre il 70% della frutta consumata contiene residui di pesticidi. Il dato in forte crescita è dovuto sia al pesante inquinamento che ci ritroviamo a vivere nella società contemporanea sia all’uso agricolo di antiparassitari per rendere la frutta grande, bella e attraente per il cliente.

Il rischio è un evidente danno per il nostro organismo: infatti alte dosi quotidiane di pesticidi possono portare ad alterazioni metaboliche come la tendenza all’obesità, intolleranze al glucosio e il conseguente rischio maggiore di insorgenza del diabete, e alterazioni della flora intestinale.

Secondo la ricerca, i pesticidi che mangiamo sono contenuti principalmente nell’uva da tavola, seguita dalle pere, le pesche e le mele. Questa è la categoria di frutta che presenta la percentuale maggiore di residui di pesticidi ma anche la frutta più presente nelle preparazioni degli italiani e più consumata da adulti e bambini.
Come eliminare i pesticidi dalle tavole degli italiani
Come fare per evitare l’assunzione di questi pesticidi? Ci sono alcuni consigli che possiamo darvi per ridurre il più possibile l’assunzione di pesticidi dagli alimenti.

1. Prima di tutto, acquistate se possibile frutta biologica e coltivata con la tecnica dell’agricoltura organica: il prodotto infatti in questo caso proviene da una coltivazione che non utilizza pesticidi o fertilizzanti chimici. Questi prodotti si trovano al supermercato o nei mercati degli agricoltori locali. Sul fronte dell’agricoltura bio infatti, la ricerca di Legambiente ha riscontrato che il 90% della frutta non ha residui di pesticidi.
2. Scegliete sempre frutta di stagione. Questa è una buona regola da seguire per evitare i pesticidi. La frutta che cresce naturalmente durante la propria stagione non ha bisogno di antiparassitari perché è già in grado di proteggersi da sola dagli agenti esterni.
3. Lavate attentamente la frutta con acqua o con acqua e bicarbonato: riempite una ciotola con un litro di acqua, aggiungete un cucchiaino di bicarbonato e lasciate immersa la frutta per circa 15 minuti, poi risciacquate. Questo non toglierà tutti i pesticidi e le tossine dovute all’inquinamento, ma sicuramente aiuterà a diminuirne drasticamente l’assunzione.
4. Dopo aver lavato la frutta, togliete la buccia prima di mangiarla: la maggior parte dei pesticidi esistenti rimane infatti concentrato sulla parte esterna del frutto.
5. Se dovete consumare frutta con la scorza esterna, controllate sulla confezione o sull’etichetta che la buccia sia edibile. Consumate frutta con la buccia soltanto se biologica o con una provenienza certa.
6. Se vi è possibile, iniziate la coltivazione di un vostro orto, in giardino oppure nei vasi in terrazzo. Se avete degli spazi piccoli, potete scegliere di coltivare gli alimenti che contengono più tracce di pesticidi.
Sicuramente per evitare questo problema, sarebbe necessaria una radicale diminuzione dell’utilizzo di pesticidi in ambito agricolo. Ma con le regole che vi abbiamo consigliato, potrete salvaguardare la vostra salute privilegiando un’alimentazione biologica e utilizzando norme di sicurezza alimentare.

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