Gogosi
Queste ciambelle fritte, alte e soffici, sono uno di quei dolci “di casa” che in molte cucine dell’Europa dell’Est compaiono quando c’è voglia di qualcosa di semplice ma speciale: un impasto lievitato, qualche minuto di frittura, una nuvola di zucchero sopra e il profumo riempie la stanza.
In Romania sono molto popolari e, a seconda delle regioni, possono cambiare nome e forma: spesso le trovate tonde, a ciambella oppure ripiene, un po’ come succede con i krapfen in altre tradizioni europee.
La cosa bella è che, pur ricordando i classici bomboloni, hanno una personalità tutta loro: l’impasto tende a rimanere elastico e arioso, e si presta benissimo sia a una spolverata di zucchero a velo sia a farciture golose (marmellata, crema, cioccolato).
Se vi incuriosiscono le ciambelle rumene, qui trovate gli ingredienti e procedimento: una gogosi ricetta rumena soffice, profumata e perfetta da condividere.
In Romania sono molto popolari e, a seconda delle regioni, possono cambiare nome e forma: spesso le trovate tonde, a ciambella oppure ripiene, un po’ come succede con i krapfen in altre tradizioni europee.
La cosa bella è che, pur ricordando i classici bomboloni, hanno una personalità tutta loro: l’impasto tende a rimanere elastico e arioso, e si presta benissimo sia a una spolverata di zucchero a velo sia a farciture golose (marmellata, crema, cioccolato).
Se vi incuriosiscono le ciambelle rumene, qui trovate gli ingredienti e procedimento: una gogosi ricetta rumena soffice, profumata e perfetta da condividere.
Ingredienti
•500 g di farina 00• •250 ml di latte intero tiepido• •2 di uova• •60 g di zucchero• •50 g di burro fuso tiepido• •7 g di lievito di birra secco• •1 di scorza di limone non trattato• •10 ml di rum• •Olio di semi q.b.• •Zucchero a velo q.b.•Alcuni ingredienti potrebbero contenere
allergeni
(glutine, lattosio..) o tracce di derivati animali. Per maggiori informazioni leggi le guide:
“Alimentazione e allergeni”
e
“Alimentazione vegana”
.
Preparazione
Scaldate il latte fino a renderlo appena tiepido: deve essere piacevole al dito, non caldo.
In una ciotolina sciogliete il lievito secco con un paio di cucchiaini presi dallo zucchero totale e 2–3 cucchiai di latte tiepido; mescolate e lasciate riposare 10 minuti, finché vedete una leggera schiuma in superficie.
In una ciotola grande setacciate la farina. Aggiungete lo zucchero rimanente, la scorza di limone e il sale, ma tenete il sale da un lato (evitate che tocchi subito il lievito).
Fate una conca al centro e versate il lievito attivato, le uova leggermente sbattute e gran parte del latte tiepido. Iniziate a mescolare con una forchetta o con un cucchiaio di legno, poi passate a impastare a mano o con impastatrice.
Unite il latte rimasto poco alla volta: la quantità può variare leggermente in base alla farina, quindi regolatevi per ottenere un impasto morbido ma non liquido.
Quando l’impasto comincia a prendere struttura, aggiungete il burro fuso tiepido a filo, impastando finché viene assorbito.
Unite anche il rum e continuate a lavorare l’impasto fino a renderlo liscio, elastico e leggermente appiccicoso: è normale che sia più morbido di un pane, ed è proprio questa morbidezza che vi regala un interno soffice dopo la frittura.
Se avete tempo, fate qualche piega di rinforzo: tirate un lembo d’impasto e ripiegatelo verso il centro, ruotate la ciotola e ripetete 6–8 volte.
Formate una palla, coprite la ciotola con pellicola o con un canovaccio e lasciate lievitare in un luogo tiepido finché raddoppia: in media 1 ora e 30 minuti–2 ore.
Per capire se è pronto, premete delicatamente con un dito: l’impronta deve risalire lentamente.
Rovesciate l’impasto su un piano leggermente infarinato. Stendetelo con il mattarello a circa 1,5 cm di spessore: se lo fate troppo sottile rischiate un risultato più secco.
Ricavate i pezzi con un coppapasta (6–7 cm) e, se volete la forma a ciambella, fate un foro centrale con un tappo o un coppapasta piccolo.
Sistemate i dischi su quadrati di carta forno o su un piano infarinato e coprite: fate una seconda lievitazione di 20–30 minuti, così in frittura gonfieranno meglio.
Scaldate l’olio in una pentola dai bordi alti. L’olio deve essere abbondante e stabile: se è troppo freddo i pezzi assorbono grasso, se è troppo caldo scuriscono fuori e restano crudi dentro.
Friggete pochi pezzi alla volta, girandoli quando sono ben dorati sul primo lato.
In media bastano 2–3 minuti per lato, ma osservate il colore: deve essere dorato uniforme.
Scolate su carta assorbente e lasciate intiepidire.
Quando sono tiepidi, spolverate con zucchero a velo.
Serviteli subito, perché la fragranza migliore è nelle prime ore; se proprio dovete prepararli in anticipo, teneteli a temperatura ambiente e spolverate lo zucchero solo all’ultimo.
In una ciotolina sciogliete il lievito secco con un paio di cucchiaini presi dallo zucchero totale e 2–3 cucchiai di latte tiepido; mescolate e lasciate riposare 10 minuti, finché vedete una leggera schiuma in superficie.
In una ciotola grande setacciate la farina. Aggiungete lo zucchero rimanente, la scorza di limone e il sale, ma tenete il sale da un lato (evitate che tocchi subito il lievito).
Fate una conca al centro e versate il lievito attivato, le uova leggermente sbattute e gran parte del latte tiepido. Iniziate a mescolare con una forchetta o con un cucchiaio di legno, poi passate a impastare a mano o con impastatrice.
Unite il latte rimasto poco alla volta: la quantità può variare leggermente in base alla farina, quindi regolatevi per ottenere un impasto morbido ma non liquido.
Quando l’impasto comincia a prendere struttura, aggiungete il burro fuso tiepido a filo, impastando finché viene assorbito.
Unite anche il rum e continuate a lavorare l’impasto fino a renderlo liscio, elastico e leggermente appiccicoso: è normale che sia più morbido di un pane, ed è proprio questa morbidezza che vi regala un interno soffice dopo la frittura.
Se avete tempo, fate qualche piega di rinforzo: tirate un lembo d’impasto e ripiegatelo verso il centro, ruotate la ciotola e ripetete 6–8 volte.
Formate una palla, coprite la ciotola con pellicola o con un canovaccio e lasciate lievitare in un luogo tiepido finché raddoppia: in media 1 ora e 30 minuti–2 ore.
Per capire se è pronto, premete delicatamente con un dito: l’impronta deve risalire lentamente.
Rovesciate l’impasto su un piano leggermente infarinato. Stendetelo con il mattarello a circa 1,5 cm di spessore: se lo fate troppo sottile rischiate un risultato più secco.
Ricavate i pezzi con un coppapasta (6–7 cm) e, se volete la forma a ciambella, fate un foro centrale con un tappo o un coppapasta piccolo.
Sistemate i dischi su quadrati di carta forno o su un piano infarinato e coprite: fate una seconda lievitazione di 20–30 minuti, così in frittura gonfieranno meglio.
Scaldate l’olio in una pentola dai bordi alti. L’olio deve essere abbondante e stabile: se è troppo freddo i pezzi assorbono grasso, se è troppo caldo scuriscono fuori e restano crudi dentro.
Friggete pochi pezzi alla volta, girandoli quando sono ben dorati sul primo lato.
In media bastano 2–3 minuti per lato, ma osservate il colore: deve essere dorato uniforme.
Scolate su carta assorbente e lasciate intiepidire.
Quando sono tiepidi, spolverate con zucchero a velo.
Serviteli subito, perché la fragranza migliore è nelle prime ore; se proprio dovete prepararli in anticipo, teneteli a temperatura ambiente e spolverate lo zucchero solo all’ultimo.
Accorgimenti
Per la lievitazione, scegliete un punto tiepido e senza correnti: forno spento con luce accesa, oppure vicino a una fonte di calore ma non “a contatto”.
Se la stanza è fredda, allungate i tempi senza forzare con troppo calore: un impasto che lievita lentamente sviluppa una consistenza migliore.
Per la frittura, mantenete l’olio a temperatura costante: friggete pochi pezzi per volta e aspettate qualche istante tra una infornata e l’altra, così l’olio torna stabile.
Scolate sempre su carta assorbente e non impilate i pezzi caldi, altrimenti il vapore li ammorbidisce. Se li volete più asciutti, fate un breve riposo su una gratella dopo la carta.
Pre-cottura: non eccedete con farina sul piano, perché quella in eccesso può bruciare nell’olio; meglio infarinare poco e spesso.
Post-cottura: zucchero a velo solo quando sono tiepidi, così aderisce bene senza sciogliersi subito.
Se la stanza è fredda, allungate i tempi senza forzare con troppo calore: un impasto che lievita lentamente sviluppa una consistenza migliore.
Per la frittura, mantenete l’olio a temperatura costante: friggete pochi pezzi per volta e aspettate qualche istante tra una infornata e l’altra, così l’olio torna stabile.
Scolate sempre su carta assorbente e non impilate i pezzi caldi, altrimenti il vapore li ammorbidisce. Se li volete più asciutti, fate un breve riposo su una gratella dopo la carta.
Pre-cottura: non eccedete con farina sul piano, perché quella in eccesso può bruciare nell’olio; meglio infarinare poco e spesso.
Post-cottura: zucchero a velo solo quando sono tiepidi, così aderisce bene senza sciogliersi subito.
Idee e varianti
Se preferite una versione ripiena, non fate il foro centrale: friggete i dischi pieni e, una volta tiepidi, farciteli con sac à poche (confettura, crema pasticcera, crema di nocciole o ricotta dolcificata).
Per un profumo diverso, sostituite la scorza di limone con scorza d’arancia oppure aggiungete 1 cucchiaino di vaniglia.
Se amate le note speziate, unite un pizzico di cannella nell’impasto o nello zucchero a velo.
Per una consistenza più “pan brioche”, potete sostituire 100 g di farina 00 con 100 g di farina manitoba (tenendo d’occhio i liquidi): l’impasto regge meglio e viene ancora più soffice.
Se volete una finitura alternativa allo zucchero a velo, passate i pezzi caldi nello zucchero semolato: otterrete una crosticina dolce e leggermente croccante.
Per un profumo diverso, sostituite la scorza di limone con scorza d’arancia oppure aggiungete 1 cucchiaino di vaniglia.
Se amate le note speziate, unite un pizzico di cannella nell’impasto o nello zucchero a velo.
Per una consistenza più “pan brioche”, potete sostituire 100 g di farina 00 con 100 g di farina manitoba (tenendo d’occhio i liquidi): l’impasto regge meglio e viene ancora più soffice.
Se volete una finitura alternativa allo zucchero a velo, passate i pezzi caldi nello zucchero semolato: otterrete una crosticina dolce e leggermente croccante.
