Amaretto di Saronno

Scopri alcune ricette realizzate con l'Amaretto di Saronno

L'Amaretto di Saronno è uno dei liquori italiani più apprezzati non solo nel nostro paese, ma in tutto il mondo, la cui caratteristica principale è l'utilizzo delle mandorle amare.
A dare il via al successo di quello che tutt'oggi è conosciuto come Disaronno fu Domenico Reina quando, agli inizi del '900,
decise di aprire un negozio laboratorio nel centro di Saronno, in provincia di Varese, dove permettere ai passanti, di assaggiare e acquistare il liquore.

Ma l'Amaretto di Saronno ha origini ancora più antiche. Questo liquore viene infatti spesso assocciato ad un allievo pittore di leonardo Da Vinci, Bernardino Luini, che fu omaggiato dalla donna che aveva scelto come modella per dipingere la Madonna all'interno del santuario della città con un boccale di liquore, del colore dell'ambra.

Il vero successo dell'Amaretto risale però al periodo a cavallo fra gli anni '40 e '50 del '900, quando nasce l'I.L.L.V.A., azienda che renderà questo liquore conosciuto e apprezzato a livello internazionale.
Come prepararlo a casa
La ricetta dell'Amaretto di Saronno è molto semplice e si può realizzare facilmente anche a casa, in quanto non è un liquore che va distillato. Servono solo pochi e semplici ingredienti da mescolare insieme: acqua, alcol, mandorle e zucchero.
Le mandorle fra l'altro sono un ingrediente indispensabile anche per la preparazione dei biscotti Amaretto di Saronno, un'altra famosa specialità della città lombarda.
Per preparare un ottimo Amaretto di Saronno casalingo da condividere con gli amici (è perfetto da servire come digestivo a fine cena) procedete in questo modo. Per prima cosa triturate grossolanamente 250 g di mandorle (per questa ricetta servono mandorle senza buccia: vi consigliamo quindi di acquistare quelle già spellate, per evitare di doverle sbucciare una ad una).

Dopo averle tritate, mettetele in un grande barattolo insieme a 500 ml di alcol a 90°: fatele quindi macerare nell'alcol per almeno un mese, tenendole in un luogo asciutto e lontano da fonti di calore e di luce. Il barattolo deve inoltre avere una chiusura ermetica.

Trascorso il mese di riposo, preparate uno sciroppo mettendo sul fuoco una casseruola in cui avrete versato 500 ml di acqua insieme a 350 g di zucchero: portate ad ebollizione il composto e fatelo andare, mescolando continuamente, finché non avrà raggiunto la consistenza tipica di uno sciroppo (fate attenzione a non bruciarlo).

Una volta ottenuto lo sciroppo, filtrate il composto di alcol e mandorle e unitelo allo sciroppo.

Travasate il tutto in una o più bottiglie di vetro. Il vostro Amaretto di Saronno dovrà riposare ancora come minimo per 3 mesi (sempre in un posto asciutto e lontano da luce e calore) prima di poter essere gustato!
La variante della ricetta classica
Come variante della ricetta proposta, è possibile preparare l'Amaretto di Saronno con noccioli di nespole, anziché con le mandorle.
Non tutti sanno infatti che si ottiene un ottimo Amaretto di Saronno anche con i noccioli delle nespole: se volete prepararlo in questo modo, ricordatevi di tenere da parte i noccioli delle nespole che avete mangiato, dopo averli lavati e asciugati.
Il procedimento è uguale a quello descritto sopra: l'unica differenza sta nel fatto che, invece di mettere a macerare le mandorle nell'alcol per un mese, si metteranno i noccioli delle nespole. Una volta trascorso il tempo della macerazione, dovrete filtrare l'alcol per eliminare i noccioli e proseguire come indicato nella ricetta principale!
Come usarlo in cucina
Oltre ad essere bevuto liscio, l'Amaretto di Saronno può anche essere utilizzato per dare vita ad alcuni cocktail, come il Godfather e il French Connection, ma anche per insaporire alcune ricette, in particolare dolci.

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