Ecco un’altra antica ricetta umbra, semplice e gustosa allo stesso tempo, come tutte quelle pietanze nate tra le mura dei monasteri. Pare che sul finire del XI secolo una monaca perugina di clausura lasciasse traccia scritta di questa ricetta, con tanto di utilissimi accorgimenti. Tuttavia, l’accostamento di farro, mandorle e zafferano risalirebbe al buon gusto degli antichi romani, abili nella conquista a tavola, tanto quanto sul campo di battaglia. E allora cosa aspettate, lasciatevi conquistare anche voi!
È un classico della cucina umbra, forse il più invitante tra i secondi di carne. A giustificare la simpatica denominazione di questa ricetta è la presenza del vino rosso nel quale la gallina (o pollo) viene affogata e poi cotta. Ovviamente in omaggio alla tradizione enogastronomica umbra, la scelta del vino deve necessariamente cadere su uno dei gustosi rossi della regione, magari su un corposo Orvietano o su un delizioso Montefalco.
Tra i prodotti tipici di Norcia un posto speciale tocca al tartufo nero, il cui impiego trova spazio soprattutto in molti primi. Gli spaghetti alla norcina abbinano il particolare sapore del tartufo a quello deciso dell’acciuga. Il tutto esaltato con dell’ottimo pecorino, ovviamente di Norcia.
Un dolce tipico della tradizione umbra, preparato specialmente nel periodo autunnale e nel giorno di Ognissanti. Il suo mix di frutta secca e fresca, con l’aggiunta del vin santo e cannella, rende giustizia alla durezza del suo nome che a primo acchito fa pensare alle rocce! In realtà, “rocciata” in dialetto umbro sta per “tonda”, “attorcigliata”. E attorcigliata è appunto la forma di questa pasta sfoglia ripiena di dolcezze, le cui origini vanno ricercate geograficamente ad Assisi, ma storicamente nel magnifico mondo medievale! Provate anche voi ad “arrocciare”con Gustissimo!
Il nome di questa ricetta è fortemente fuorviante! Se state pensando a un secondo di carne, siete ben lontani. Protagonista è la pregiata carpa, regina appunto del Trasimeno. Anche cotta allo spiedo, come fosse una porchetta, continua a conservare tutta la sua regalità.
La frittata al tartufo è un’altra specialità umbra, tanto deliziosa da meritarsi una sagra nel borgo di Ferentillo, proprio nel giorno di Pasqua in occasione della popolare gara de “lu Ciuccittu” durante la quale i concorrenti si sfidano a battere le uova punta contro punta. Il vincitore, ovviamente, è colui che riuscirà a mantenere integre tutte le uova. Quale contesto migliore per assaporare una squisita frittata al tartufo, altro ingrediente tipico della cucina umbra?
Della torta ha proprio la forma, ma non cercatela nel ricettario dei dolci umbri. La torta umbra al formaggio, da consumare a fette insieme ai salumi, rientra nel menù pasquale di questa regione. A vederla, sembrerebbe un classico panettone, ma dall’inebriante profumo di formaggio. È talmente golosa che non sempre si riesce a resistere fino all’arrivo della Pasqua!
La denominazione di questo piatto sembra non lasciare dubbi sulla provenienza geografica! L’intuizione è corretta, ma solo per metà. In effetti “umbricelli”, nonostante la somiglianza al nome della regione, nel dialetto perugino sta per “lombrichi”. Ed è così che si presentano questi particolari spaghetti umbri dalla forma lunga e arrotondata, ideali per salse raffinate. Una di queste è proprio la “salsa Trasimeno”, detta così più per traslazione semantica che per collocazione geografica: il nome del lago indica in realtà il pregiato pesce che lo popola, il persico, protagonista di questa squisita salsa a base di passata di pomodoro, spezie e vino bianco.